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Futuro panchina Cittadella, parla il presidente Gabrielli: «Iori? Analizzeremo tutto nel dettaglio con Marchetti»

di Redazione Notiziario del Calcio

Un bilancio doveroso, caratterizzato da toni pacati ma estremamente lucidi, quello tracciato dal presidente del Cittadella, Andrea Gabrielli, intervenuto sulle colonne de Il Gazzettino per voltare pagina dopo una stagione complicata, segnata dalla retrocessione dalla Serie B.

Il numero uno granata ha preferito mantenere un profilo prudente, rimandando ogni decisione definitiva ai prossimi confronti con il direttore generale Stefano Marchetti: «È stata una pagina che si chiude per un campionato che ci ha visto soffrire un po’».

Guardando avanti, la priorità è quella di capitalizzare gli insegnamenti tratti da questo anno difficile: «Spero che ci abbia dato modo di capire e di interpretare meglio questa categoria. Speriamo e vogliamo fare di più il prossimo anno».

Il punto focale della discussione resta la guida tecnica. Interrogato sulla permanenza di mister Iori, Gabrielli ha preferito non sbilanciarsi, mantenendo la linea della cautela: «Marchetti mi ha detto: guarda che dobbiamo trovarci e parlare un attimo. Sono qua quando vuoi, gli ho risposto, ci mettiamo dieci minuti a trovarci e incominceremo a mettere le basi per il prossimo campionato».

Il presidente ha ribadito la centralità del confronto con Marchetti: «Sicuramente, possiamo dirlo, Iori ha fatto un campionato tutto intero in una categoria difficile, è cresciuto - come ha detto il nostro direttore - professionalmente. Analizzeremo tutto nei dettagli e con calma poi decideremo».

Sul fronte societario, emerge la volontà di proseguire nel segno della continuità, evitando colpi di testa o stravolgimenti radicali: «La sensazione, leggendo tra le righe, è che la sua posizione sia solida, anche se formalmente ancora da definire».

Il club sembra aver archiviato le scorie della retrocessione, consapevole che la Serie C richiede un approccio differente rispetto al passato: «Pensiamo di aver smaltito gli ultimi fumi di questa questione, guardiamo avanti per fare bene, per crescere, per progredire».

Gabrielli non ha mancato di ringraziare la tifoseria per il supporto costante anche nelle fasi più critiche: «Li ho visti seguire molto la squadra. A volte dispiace lasciare i campi con una sconfitta quando vedi che questo pubblico ti ha sostenuto fino all'ultimo minuto e fa dei sacrifici per stare sempre vicino alla squadra».

Infine, un pensiero rivolto alle realtà del territorio, che vivono palcoscenici superiori, e una chiosa ferma sulle ambizioni future del Cittadella: «Un po’ di invidia ce l’abbiamo, perché sarebbe stato un campionato davvero ricco di derby e di sfide vicine, regionali, se anche il Cittadella fosse in B».

Il presidente ha concluso ribadendo la filosofia del club: «Ripartiamo con i piedi per terra, umili, facendo delle scelte che siano da Cittadella senza fare voli pindarici. L’ambizione c’è di salire, ma niente salti pirotecnici per arrivare a questo scopo, altrimenti cambiamo connotato e non siamo più gli stessi».


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