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Foggia, Pazienza lancia l'allarme: «Serie negativa da spezzare a ogni costo, o non potremo andare avanti»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il momento del Foggia è delicato e la sfida contro il Potenza assume i contorni di un vero e proprio spartiacque per la stagione rossonera. In conferenza stampa, il tecnico Pazienza ha voluto analizzare la situazione con estrema schiettezza, invitando tutto l'ambiente a non guardare troppo lontano ma a concentrarsi esclusivamente sull'impegno immediato per cercare di invertire una rotta diventata pericolosa.

L'allenatore ha chiarito che, nonostante l'importanza del match, la strada è ancora lunga, pur riconoscendo la necessità di un cambio di passo immediato. «Non è l’unica partita: ce ne sono tantissime altre da affrontare. Dobbiamo pensare a una gara alla volta, partendo da quella di domani», ha spiegato il mister, aggiungendo con determinazione che «veniamo da una serie di risultati negativi e dobbiamo cambiare marcia».

L'avversario di turno non è dei più semplici, dato che il Potenza si presenta come una formazione solida, reduce dalla conquista della finale di Coppa e dotata di individualità di spicco. Pazienza ha mostrato grande rispetto per i lucani, definendoli una squadra intensa e molto strutturata dal punto di vista fisico, capace di creare pericoli costanti grazie a interpreti di qualità.

Secondo il tecnico rossonero, il pericolo principale deriva dalla combinazione di forza e aggressività degli avversari. Nello specifico, ha sottolineato come «giocatori come Felipe, D’Auria e Murano, messi insieme, riescono a creare qualcosa di importante», motivo per cui l'approccio alla gara dovrà essere impeccabile sotto ogni punto di vista, contando possibilmente anche sulla spinta del pubblico.

Il fronte infermeria continua però a regalare notizie poco confortanti per lo staff tecnico, che dovrà fare i conti con diverse assenze pesanti in vista del finale di campionato. La notizia più amara riguarda Petermann, la cui stagione può considerarsi conclusa, mentre per Brosco si prospetta uno stop di circa venticinque giorni, complicando i piani difensivi del mister.

Anche per quanto riguarda Cangiano e Oliva la situazione resta in divenire, con il primo che fatica a rientrare a pieno regime con i compagni e il secondo monitorato costantemente. Una piccola nota positiva è rappresentata da Buttaro, che si aggregherà al gruppo in ritiro, mentre Iano dovrà essere gestito con estrema cautela: «È un giocatore integro, ma devo inserirlo in maniera graduale, anche in base alle esigenze della squadra».

Sul piano delle scelte tecniche, Pazienza ha confermato che non ci saranno rivoluzioni tattiche nel sistema di gioco, ma solo valutazioni sugli uomini più adatti al momento. La fascia di capitano tornerà sul braccio di Garofalo, mentre tra i pali ci sarà una novità dopo le recenti prove. «Per quanto riguarda i portieri giocherà Perucchini. Volevo vedere Borbei all’opera», ha precisato l'allenatore motivando l'alternanza.

L'aspetto che più ha tormentato il tecnico in questi giorni è stato però quello psicologico, legato alla deludente prestazione di Altamura. Pazienza non ha nascosto la sua amarezza, non tanto per il punteggio quanto per l'assenza di una reazione caratteriale da parte della squadra, un vuoto che ha cercato di colmare attraverso un confronto diretto con i suoi calciatori.

Il mister ha ammesso le proprie difficoltà nel trasmettere l'identità desiderata alla compagine, spiegando che «il rammarico più grande è stata la mancata reazione che ho visto. Questo mi ha generato sconforto, non rabbia». Tuttavia, i segnali arrivati dalle ultime sedute di allenamento sembrano indicare una ripresa della consapevolezza e un mutamento nell'attitudine dei ragazzi.

La mancanza di un «vestito ideale» per questo Foggia, dovuta ai numerosi cambiamenti subiti dalla rosa durante l'anno, impone ora di puntare tutto sulla fame agonistica. Per il tecnico, la priorità assoluta è spezzare l'inerzia negativa per prepararsi al meglio alla lotteria dei play-out, dove lo spirito di lotta diventerà il fattore discriminante per la salvezza.

«Io sono qui per lottare e devo trasmettere questo spirito alla squadra», ha concluso Pazienza con un messaggio rivolto a tutto il gruppo. La convinzione è che solo ritrovando la grinta e la compattezza si possa uscire da questo tunnel, poiché «se non riusciamo a spezzare questa serie negativa non potremo andare avanti», una frase che suona come un ultimo, decisivo richiamo alle armi.


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