Faggiano gela la piazza: «Sono il primo ad auto-contestarmi, ma non capisco gli attacchi contro il presidente»
La sconfitta interna rimediata contro il Monopoli ha aperto ufficialmente uno dei capitoli più complessi della stagione della Salernitana, portando il direttore sportivo Daniele Faggiano a presentarsi davanti ai microfoni con un atteggiamento risoluto e carico di tensione. Il dirigente granata ha scelto la via della massima trasparenza, evitando giri di parole per descrivere un periodo che ha definito senza mezzi termini come un momento buio, in cui l'intera struttura societaria e tecnica deve ritrovare la bussola.
Il DS ha voluto sottolineare come, in questa fase delicata, le dichiarazioni di facciata abbiano ormai esaurito la loro utilità, lasciando spazio alla necessità impellente di risposte concrete sul campo di gioco. «Ci metto le parole, ma servono anche i fatti. Dobbiamo svegliarci tutti» ha ammonito Faggiano, evidenziando come la sua precedente sortita pubblica a Cava, pensata per scuotere l'ambiente e dare uno stimolo ai calciatori, non abbia purtroppo sortito gli effetti sperati dalla dirigenza.
Il focus del direttore si è poi spostato sulla gestione tecnica e sulla posizione dell'allenatore Raffaele, spesso primo bersaglio delle critiche in situazioni di crisi. Faggiano ha voluto però allargare il raggio delle responsabilità, richiamando i giocatori a una presa di coscienza individuale e collettiva. «Non è sempre colpa dell’allenatore. In campo non va il mister o il sottoscritto» ha precisato con forza, rimarcando come l'inerzia dei match venga decisa da chi calca il rettangolo verde.
Un'analisi onesta ha riguardato anche il divario fisico e atletico apparso evidente negli ultimi impegni, dove gli avversari sembrano avere una marcia in più rispetto alla formazione granata. Oltre a dare il giusto merito al Monopoli per la prestazione offerta, il direttore sportivo ha ammesso che molte squadre affrontate di recente sono apparse più brillanti, aggiungendo una riflessione amara: «A volte gli altri sembrano correre il doppio di noi».
Non sono mancati i riferimenti agli episodi arbitrali che hanno caratterizzato la contesa, pur senza che questi diventassero un paravento dietro cui nascondersi. Il club ha scelto di non agire d'impulso, preferendo una gestione ponderata delle decisioni future. Faggiano ha infatti annunciato che la società si prenderà «due, tre ore per ragionare sulle cose da fare», segno di una riflessione profonda che potrebbe portare a interventi strutturali o tecnici nelle prossime ore.
Infine, il dirigente ha affrontato il tema caldissimo della contestazione dei tifosi, che hanno manifestato tutto il loro dissenso al termine della gara. Faggiano ha mostrato empatia verso il malumore della piazza, dichiarando di essere il primo a mettersi in discussione e ad auto-contestarsi per i risultati deludenti. Tuttavia, ha espresso una netta difesa della proprietà, spiegando di non riuscire a comprendere gli attacchi diretti verso la presidenza in un momento simile.
L'atmosfera in casa Salernitana resta dunque pesante, con una dirigenza che chiede a gran voce un cambio di rotta immediato. La sensazione è che il tempo delle scuse sia terminato e che solo una reazione d'orgoglio da parte dello spogliatoio possa iniziare a diradare le nubi di una crisi che sta mettendo a dura prova la tenuta di tutto l'ambiente granata.