Fabio Gallo e il segreto del suo Vicenza: «Zonta ha un cervello grande così, Alessio deve imparare a soffrire»
Il tecnico del Vicenza, Fabio Gallo, è intervenuto durante la trasmissione «Linea Lane» per condividere le proprie riflessioni su un momento professionale estremamente significativo, seppur segnato da una notizia dolorosa arrivata proprio nelle ultime ore. L’allenatore ha ricevuto il prestigioso riconoscimento della panchina d’oro, un premio che celebra l’incredibile percorso della passata stagione, ma il suo pensiero è volato immediatamente a un ex collaboratore e amico recentemente scomparso.
«Il premio è il risultato dell'eccezionale lavoro svolto l'anno scorso e mi ha regalato una gioia immensa fino a quando non ho appreso della dipartita di Giani; desidero dedicare a lui questo traguardo perché è stato un mio ex calciatore che mi esprimeva costantemente il desiderio di assistere alle sedute di allenamento. Siamo rimasti in contatto fino a quarantotto ore fa e lo ricorderò sempre come un professionista impeccabile, un uomo di valore e un padre meraviglioso» ha dichiarato Gallo con profonda commozione.
Passando all’analisi della stagione in corso e alle dinamiche del mestiere, il mister ha affrontato il tema della scaramanzia, rivelando un cambiamento di prospettiva nel passaggio dal campo alla panchina. Se da giocatore certe abitudini sembravano fondamentali, oggi la visione è più pragmatica: sono le prestazioni dei calciatori a determinare se la sorte sorriderà o meno alla squadra. Ciò che conta davvero è la considerazione dei colleghi, un aspetto che Gallo considera il termometro più fedele del proprio valore.
«Il rispetto di chi fa il mio stesso lavoro è la gratificazione più grande. Ho avuto il piacere di ricevere messaggi di stima da parte di Antonio Conte e dei fratelli Inzaghi. Con Pippo e Simone ci confrontiamo spesso, sono osservatori attentissimi di ogni dettaglio; l'anno scorso Pippo mi contattò proprio mentre anche lui stava portando a casa la vittoria del campionato» ha svelato il tecnico, evidenziando il legame che lo unisce ad alcuni dei più importanti protagonisti del calcio italiano.
Entrando nei dettagli tattici del Vicenza, Gallo ha spiegato come la preparazione dei calci piazzati sia frutto di direttive precise e della valorizzazione dei singoli talenti. La scelta di affidare i corner a Costa non è casuale, conoscendo già le sue doti balistiche dai tempi del Foggia, così come la gestione di Tribuzzi sulla fascia opposta. Per l'allenatore, l'essenza del suo ruolo risiede nella capacità di cucire il vestito tattico più adatto agli uomini a disposizione.
«Ritengo che sia l'allenatore a dover modellare le proprie idee in base ai giocatori che trova in rosa; è decisamente più semplice aspettarsi il grande nome se si allena un top club come la Juventus, ma nelle altre realtà bisogna sapersi adattare» ha proseguito Gallo, analizzando poi l’affiatamento del suo reparto offensivo, composto da punte che amano dialogare tra loro e cercare costantemente la profondità e il gioco verticale.
Un passaggio importante è stato dedicato ai singoli, con elogi particolari per la visione di gioco di alcuni elementi cardine. Gagno è stato descritto come il miglior profilo disponibile sul mercato al momento dell'acquisto, apprezzato per la qualità tecnica con entrambi i piedi. Tuttavia, è su Loris Zonta che il mister ha speso le parole più pesanti dal punto di vista tattico, definendolo, insieme a Carraro, il giocatore più preparato della rosa.
«A livello di intelligenza tattica Loris ha un cervello grande così; è fondamentale per il nostro equilibrio. In ritiro gli avevo chiesto di correre con costanza per vivere una stagione da protagonista e i fatti mi stanno dando ragione. Magari in alcune gare la sua presenza si nota meno, ma quando manca la sua assenza si percepisce chiaramente» ha spiegato il mister, che ha poi toccato il tema del talento di Alessio, un calciatore dalle doti innate che deve però trovare maggiore continuità e spirito di sacrificio.
Il tecnico ha anche rivelato alcuni retroscena sulla gestione dello spogliatoio e sul rapporto con l'innovazione tecnologica. Se da un lato il Vicenza non utilizza ancora l'intelligenza artificiale, preferendo un approccio più tradizionale basato sulla conoscenza diretta dei giocatori, dall'altro Gallo rivendica la capacità di saper motivare i propri ragazzi anche attraverso scelte forti, come quando lasciò Alessio inizialmente in panchina per stimolarne la reazione.
«Alleno un gruppo di calciatori forti e posso permettermi rotazioni senza che il livello complessivo ne risenta. La gara più complicata finora è stata quella contro la Dolomiti Bellunesi, affrontata con cinque nuovi innesti; è stato un test che ha trasmesso un messaggio di compattezza a tutto l'ambiente. Chi scende in campo deve meritarsi la maglia ogni giorno, alimentando una sana competizione interna» ha sottolineato l'allenatore.
Infine, Gallo non ha risparmiato critiche alla struttura del mercato invernale, ritenendo che una sessione di un mese a gennaio sia priva di senso e destabilizzante. Il tecnico ha chiarito i motivi per cui il Vicenza non ha cercato un'alternativa a Costa, nonostante alcuni profili come Cancellieri e Tonetto fossero stati valutati. La scelta è stata dettata dalla volontà di tutelare il percorso di crescita dei giocatori già presenti.
«L'idea di andare a togliere spazio a uno come Talarico mi dà quasi l'orticaria; avevamo già fatto capire che non avremmo preso un vice Costa per non penalizzare chi sta lavorando bene qui. In questo momento siamo riusciti a trovare l'assetto ideale e vogliamo continuare su questa strada senza alterare gli equilibri che abbiamo faticosamente costruito» ha concluso il tecnico dei biancorossi.