Eugenio Corini avverte l'Union Brescia: «Quando ti dicono che è facile è l'inizio del dramma»
Alla vigilia della delicata trasferta contro la Pergolettese, Eugenio Corini ha voluto alzare la guardia, sottolineando come nel calcio non esistano risultati scritti in partenza. Il tecnico dell'Union Brescia ha messo in chiaro che dare per scontato il successo rappresenta il primo passo verso il baratro, esigendo dai suoi uomini un approccio fatto di massima concentrazione e modestia.
Secondo l'allenatore, infatti, «quando ti dicono che è facile è l'inizio del dramma», una frase che riassume la necessità di non sottovalutare un avversario che sta attraversando un ottimo momento di forma. La compagine di Crema vanta un rullino di marcia recente identico a quello dei bresciani e arriva dal morale alto di una vittoria esterna.
La ricetta per superare l'ostacolo risiede nel rispetto reciproco e nella consapevolezza dei propri mezzi, senza però smarrire i presupposti agonistici necessari per imporsi lontano dalle mura amiche. Sebbene la qualità tecnica dell'Union sia superiore, Corini pretende che le basi della prestazione siano gettate sull'umiltà e sul lavoro sporco.
Il calendario si preannuncia particolarmente fitto e il gruppo arriva a questo tour de force con un'identità sempre più definita, pur dovendo fare i conti con diverse assenze pesanti nel reparto infermeria. L'obiettivo dichiarato è quello di stringere i denti in attesa del rientro dei vari tasselli mancanti, previsto per le prossime sfide.
Proprio in ottica gestione organico, il mister ha lasciato aperta una porta per la convocazione di Maistrello, riservandosi però di valutarne lo stato di forma nell'ultima sessione di allenamento. Diversa la situazione di Vido, per il quale si preferisce la via della prudenza per garantirgli una condizione fisica che sia finalmente stabile e duratura.
Un tema dibattuto in conferenza è stato quello relativo alla superficie di gioco, con il tecnico che ha espresso chiaramente il suo parere sul terreno sintetico. Pur ammettendo di non averlo mai gradito, né nelle vesti di calciatore né in quelle attuali, Corini ha ribadito l'obbligo di adattarsi rapidamente alle condizioni che il campo imporrà.
Il tecnico ha colto l'occasione anche per elogiare lo staff del Rigamonti, definendo il manto erboso interno come degno della massima serie. Tuttavia, per portare a casa punti pesanti a Crema, servirà soprattutto quell'equilibrio tattico che permetta di essere efficaci in attacco senza però scoprirsi troppo alle ripartenze avversarie.
La filosofia di Corini punta a una squadra che sappia offendere con continuità, tanto che le sue punte hanno spesso primeggiato nelle classifiche marcatori, ma la solidità difensiva resta un pilastro imprescindibile. In questo senso, il lavoro svolto sia in fase di possesso che di ripiegamento sta dando segnali molto incoraggianti.
L'allenatore percepisce un clima positivo e ha dichiarato apertamente: «ho la sensazione che stiamo creando qualcosa di bello», pur ricordando che la costruzione di un progetto ambizioso richiede tempo e pazienza. L'integrazione dei nuovi innesti e il recupero di giocatori come Mallamo alzeranno ulteriormente il livello qualitativo.
Infine, un pensiero è andato alla compattezza dello spogliatoio, evidenziata dalla recente esultanza di Sorensen sotto il box degli infortunati. Per Corini, questi gesti spontanei sono la testimonianza di un gruppo sano che ha voglia di condividere ogni gioia anche con chi, in questo momento, soffre per non poter scendere in campo.
Vincere con gli elementi a disposizione e preparare al meglio il rientro dei lungodegenti resta la missione principale di questi due mesi cruciali, fondamentali per consolidare una posizione di vertice che non era affatto scontata all'inizio del percorso stagionale sotto la sua guida.