«Entro pochissimo avremo un quadro definitivo»: Pasini allo scoperto sulla trattativa con Cellino
In un momento cruciale per il futuro societario e strutturale, le dinamiche extra-campo prendono il sopravvento sulle vicende agonistiche, segnando un passaggio che potrebbe cambiare il volto del club. Giuseppe Pasini, invece di seguire la squadra nella trasferta di Crema, ha preferito dedicare il suo tempo a un incontro strategico di altissimo profilo.
Seduto a un tavolo con i legali di Massimo Cellino, il numero uno del club ha lavorato intensamente per sbrogliare i nodi relativi a due asset considerati fondamentali: il centro sportivo di Torbole Casaglia e i diritti legati alla storia del vecchio Brescia, inclusa la preziosa matricola sportiva.
L’obiettivo è quello di dare una casa definitiva alla società e al suo settore giovanile, garantendo una stabilità che manca da troppo tempo. Pasini non si è nascosto dietro frasi di circostanza, confermando che la negoziazione per la struttura di Torbole si trova ormai in una fase molto vicina alla conclusione.
Le parole del presidente riflettono un ottimismo concreto, pur mantenendo i piedi per terra: «Sono fiducioso anche se non sono mai trattative facili, ma entro pochissimo tempo avremo un quadro definitivo», ha dichiarato, lasciando intendere che la fumata bianca potrebbe essere davvero dietro l'angolo.
L'importanza di un quartier generale di proprietà è stata ribadita con forza, descrivendolo come un elemento imprescindibile per la crescita dei ragazzi e per la solidità dell'intero progetto tecnico. Senza una base solida, ogni ambizione rischia di rimanere sospesa nel vuoto.
Il patron ha inoltre chiarito la strategia comunicativa e operativa adottata finora, spiegando che non era possibile pretendere tutto e subito davanti a una platea così rilevante, pur ammettendo che l'obiettivo resta quello di chiudere la pratica nel minor tempo possibile.
«È ovvio che se non è quest’anno deve essere il prossimo», ha specificato Pasini, delineando un orizzonte temporale chiaro che non lascia spazio a troppe interpretazioni. Il percorso è tracciato e la volontà di riappropriarsi di simboli storici e infrastrutture moderne è totale.
Guardando oltre l'attuale categoria, la prospettiva di un ritorno in Serie B aprirebbe scenari ancora più ambiziosi. Una volta raggiunta la serie cadetta, infatti, l'idea è quella di rivedere l'intero piano aziendale, valutando un allargamento degli obiettivi per riportare la piazza ai livelli che le competono.
In questo contesto, la questione della "Vu" e della matricola non è solo un vezzo nostalgico, ma un atto dovuto verso la tradizione di una città che vive di calcio. La determinazione di Pasini sembra essere la garanzia migliore per la riuscita di un'operazione complessa ma necessaria.