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Dolomiti Bellunesi, mister Bonatti: «Ci sentiamo in difetto per il rendimento casalingo a Feltre»

di Redazione Notiziario del Calcio

L'atto finale di un'annata che resterà scolpita nella memoria collettiva è ormai alle porte, un appuntamento che assume i contorni di un "ultimo ballo" carico di significati.

Allo stadio Zugni Tauro si accenderanno le luci per il confronto conclusivo del campionato di Serie C Sky Wifi, che vedrà opposte la Dolomiti Bellunesi e un Trento lanciatissimo, attualmente quarto in classifica e reduce da un cammino solido.

Nonostante l'obiettivo della permanenza nella categoria sia stato già messo in cassaforte con successo, l'allenatore Andrea Bonatti non ha alcuna intenzione di assistere a una prova sottotono da parte dei suoi ragazzi.

«Ci teniamo a sfoderare una buona prova e per diversi motivi», ha esordito il tecnico in vista della gara. «In primis, perché lo dobbiamo a noi stessi e poi per coronare in maniera adeguata un percorso che ci ha portato a raggiungere un risultato storico».

Nelle parole dell'allenatore emerge anche il desiderio di riscattare le recenti prestazioni interne, offrendo ai sostenitori locali una versione della squadra più determinata e lucida rispetto al passato recente.

«Vorremmo congedarci al meglio dal nostro pubblico, dando vita a una gara ben diversa rispetto a quella contro la Pro Patria, in cui è mancata la necessaria attenzione», ha specificato Bonatti, sottolineando l'importanza del fattore campo.

L'avversario di turno, tuttavia, non è dei più semplici: il Trento è ancora in corsa per strappare la terza posizione al Lecco, un piazzamento che garantirebbe vantaggi considerevoli nella griglia dei playoff imminenti.

Eppure, il tecnico bellunese rivendica con forza le ambizioni del proprio gruppo, convinto che la fame di vittoria non debba essere prerogativa soltanto di chi lotta per i vertici assoluti della classifica.

«Motivati lo siamo anche noi. Eccome. Sia chiaro, il Trento è un’ottima squadra, ha dimostrato di avere una buona continuità nell’arco della stagione ed è riuscito a migliorare il rendimento esterno nel girone di ritorno», ha analizzato Bonatti con onestà.

Proseguendo nel commento sulla compagine ospite, l'allenatore ha aggiunto che i gialloblù «possono raggiungere una posizione di classifica molto interessante in chiave playoff. Tuttavia, vogliamo regalarci una grande serata».

Il compito della Dolomiti Bellunesi sarà reso più complesso dalle numerose defezioni, tra cui spiccano i pesanti provvedimenti del giudice sportivo che hanno escluso dalla contesa due pedine fondamentali.

Mancheranno infatti Thomas Cossalter e Salvatore Burrai, entrambi fermati per un turno, ma la lista degli indisponibili rischia di allungarsi ulteriormente a causa delle condizioni fisiche di diversi altri elementi della rosa.

«Oltre ai due squalificati, abbiamo altri cinque giocatori non al meglio per problemi fisici», ha rivelato il mister senza nascondere le difficoltà strutturali con cui dovrà comporre l'undici titolare per l'ultima giornata.

«Ecco perché dovremo fare appello all’entusiasmo, dettato dall’esito positivo della stagione. E al nostro orgoglio», ha proseguito Bonatti, puntando tutto sull'aspetto psicologico e sulla voglia di chiudere in bellezza.

Il legame con l'ambiente e con lo stadio di Feltre è un altro tema caro al tecnico, che sente la necessità di restituire qualcosa a una tifoseria che ha sempre sostenuto la squadra durante tutto l'arco della competizione.

C'è una sorta di debito morale che la truppa sente di dover onorare proprio nell'ultima uscita stagionale, cercando di invertire una tendenza che tra le mura amiche non è stata sempre esaltante.

«In relazione al rendimento casalingo a Feltre, ci sentiamo in difetto», ha ammesso Bonatti con grande schiettezza, analizzando i momenti bui vissuti nel corso dell'anno davanti ai propri spettatori.

«Per tante ragioni: a volte per una componente di sfortuna, altre per responsabilità esclusivamente nostra», ha concluso il tecnico, individuando nell'appuntamento contro il Trento l'occasione perfetta per l'ultimo, meritato abbraccio collettivo.


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