Disastro Lecco, Valente non cerca scuse: «Dobbiamo tornare alle basi, fa male buttare tutto il lavoro fatto»
Il fragoroso 0-3 incassato tra le mura amiche del Rigamonti-Ceppi contro il Renate ha aperto ufficialmente un periodo di profonda riflessione in casa Lecco. Al termine della sfida, il tecnico Federico Valente ha analizzato con estrema amarezza l’involuzione di una squadra apparsa smarrita e incapace di reagire ai colpi inferti dai brianzoli.
Secondo l'allenatore, la differenza di passo e di determinazione è stata evidente sin dai primi minuti, con un Renate molto più reattivo nei contrasti e nell'aggressione degli spazi. «Oggi sono stati più aggressivi, veloci e impattanti sui duelli. Non siamo riusciti a riprenderci dopo aver preso gol e chi è entrato non è riuscito ad alzare il ritmo», ha ammesso Valente, sottolineando come la fiducia del gruppo sembri essere evaporata dopo le ultime uscite.
Il tecnico ha rifiutato l'idea che la squadra lo abbia abbandonato, preferendo parlare di un blocco mentale che ha impedito ai giocatori di esprimersi secondo i propri standard. Nonostante il desiderio di invertire la rotta, il Lecco è caduto nell'errore di forzare troppo le giocate individuali anziché affidarsi alla manovra collettiva: «Diventa poi una cosa mentale, vuoi far troppo bene e al posto di scaricare la palla siamo andati avanti con la palla tra i piedi».
La ricetta proposta da Valente per uscire da questa crisi è drastica ma necessaria: occorre resettare tutto e ricominciare dai fondamentali, senza cercare alibi nella stanchezza o nel cambio di modulo. «Dobbiamo subito ricominciare a lavorare sulla base: fa male buttare tutto il lavoro fatto fino finora», ha concluso il mister, fissando l'obiettivo sul recupero della solidità difensiva in vista delle ultime otto battaglie stagionali.
Dello stesso avviso è parso il portiere Jacopo Furlan, che non si è nascosto dietro giri di parole per descrivere la prova della squadra. Il numero uno bluceleste ha parlato di un trend prestazionale definito imbarazzante, scusandosi apertamente con la tifoseria e con lo staff tecnico per la mancanza di una reazione d'orgoglio dopo lo svantaggio iniziale.
«Sicuramente prendere praticamente sempre gol, spesso alla prima occasione, un po’ ti può condizionare e creare delle insicurezze. C’è da chiedere scusa alla gente e a noi stessi per la mancata reazione», ha dichiarato Furlan. L'estremo difensore ha poi ribadito la totale unità del gruppo attorno all'allenatore, respingendo le insinuazioni su una possibile rottura interna.
L'analisi di Furlan si è poi spostata sul piano dell'atteggiamento, ritenuto non all'altezza della categoria, dove la cattiveria sulle palle sporche è spesso l'ago della bilancia. «Purtroppo non abbiamo preso una seconda palla in 120 minuti e questa è la base della categoria. Sono stati migliori di noi», ha ammesso con disarmante onestà, chiedendo a tutto l'ambiente di rimanere unito senza andare a caccia di capri espiatori.
Di tutt'altro umore, ovviamente, Luciano Foschi, ex della sfida e grande protagonista della rinascita del Renate. Il tecnico dei brianzoli si è goduto la serata perfetta della sua squadra, capace di dominare lo scontro diretto grazie a una serenità d'animo e a una consapevolezza che al Lecco sembrano mancare totalmente in questa fase del campionato.
«Abbiamo fondamentalmente giocato bene, il risultato è venuto dietro la prestazione. Sono contento, della classifica non me ne può fregare di meno oggi e faccio fatica a guardarla», ha commentato Foschi, preferendo concentrarsi sulla crescita esponenziale dei suoi ragazzi nel girone di ritorno, durante il quale hanno raccolto ben ventisei punti su trentatré disponibili.
L'allenatore del Renate ha voluto spendere parole di stima per il collega Valente, pur evidenziando come la sua squadra sia stata più disinvolta e consapevole del momento favorevole. Foschi ha inoltre sottolineato l'importanza degli innesti di gennaio, che hanno dato forza a tutti i reparti permettendo al gruppo di compiere il salto di qualità definitivo verso le zone alte della classifica.
«Credo alla Serie B? Ci credo sempre, devo puntare al massimo in tutte le cose che faccio: voglio diventare l’allenatore più bravo del mondo e senza questo spirito mi accontenterei», ha dichiarato con ambizione Foschi, chiudendo il suo intervento con un augurio di ripresa per il Lecco, squadra a cui resta legato per i successi passati ma che oggi ha visto soccombere sotto i colpi di un Renate quasi perfetto.