Crotone, Longo dopo il Cerignola: «Ho visto uno spirito immenso, un mio giocatore in campo con 38 di febbre»
Il Crotone supera il turno play-off contro il Cerignola e mister Longo analizza con estrema precisione l'andamento della sfida, partendo dai numeri per certificare la superiorità espressa dai suoi uomini sul terreno di gioco. Il tecnico non nasconde la soddisfazione per la prestazione complessiva, pur ammettendo un pizzico di rammarico per non aver chiuso la contesa prima dei minuti finali, sottolineando come la squadra abbia condotto la gara con la giusta personalità.
«Faccio una valutazione molto concreta e sono venuto ai numeri perché ho capito che probabilmente è giusto ragionare così» ha esordito l'allenatore in sala stampa. «Nel primo tempo il Crotone ha tirato quattro volte nello specchio della porta e zero volte il Cerignola. Nel secondo tempo tiriamo due volte in porta noi e due loro, la seconda volta che tirano è l'autogol di Groppelli. In totale sono 11 tiri a cinque e otto calci d'angolo a cinque per noi».
«La mia squadra ha condotto la gara dall'inizio alla fine rischiando anche, nel senso che non ha mai lesinato la possibilità di dominare, di provare a giocare a calcio. L'ha fatto secondo me in modo egregio e abbiamo avuto almeno tre volte la palla per poter fare gol, una su tutte quella di Kevin Bruno per raddoppiare. Sarebbe stato il giusto compenso a una partita in cui la squadra ha fatto bene e non ha rischiato praticamente nulla».
Un passaggio significativo dell'intervista ha riguardato la tenuta emotiva del gruppo nel concitato finale di partita, dove la tensione è salita drasticamente a causa del risultato rimasto in bilico fino all'ultimo respiro. Il tecnico ha evidenziato la maturità dei suoi, ma ha anche lanciato un monito sulla necessità di essere più cinici sotto porta per evitare inutili sofferenze che avrebbero potuto compromettere la qualificazione.
«Credo che uno dei migliori in campo della squadra avversaria sia stato senza dubbio il portiere, che ha fatto tre parate miracolose. Il Crotone ha fatto una partita di maturità, ma mi è dispiaciuto vedere negli ultimi due minuti la paura negli occhi dei miei ragazzi. Non se lo meritavano questa sera di vivere quei minuti al cardiopalma visto quello che avevano fatto, però anche questo ci insegna che dobbiamo essere più concreti».
«Voglio sottolineare che gli ultras sono stati spettacolari, ci hanno accompagnato ed è stato veramente bello ritrovare una curva quasi piena con un bell'entusiasmo. Mi piace molto la possibilità che la gente abbia capito lo sforzo e il sacrificio che la squadra ha posto in essere affinché si potesse vivere ancora un'esperienza dei play-off. Andremo a giocarci una partita importantissima a Caserta dove si rovesceranno le situazioni, giocheremo solo per vincere e daremo l'anima».
Longo si è poi soffermato sulle prestazioni individuali, rivelando un retroscena emblematico dello spirito di sacrificio che anima lo spogliatoio rossoblù. Ha citato il caso di Gallo, sceso in campo nonostante condizioni fisiche precarie, elevandolo a simbolo dell'attaccamento alla maglia che caratterizza questo finale di stagione, un fattore che potrebbe risultare decisivo nel prossimo scontro diretto.
«C'è uno spirito bello, Gallo questa notte è stato con la febbre e alle 17 il fisioterapista mi ha comunicato che la temperatura era attorno ai 38. È sceso in campo con 37.8 e credo che abbia finito la partita a 38.2, mi ha detto "mister ci provo" e ci è riuscito bene. Su Energy sono d'accordo che non sia stata la sua migliore partita, ma ne apprezzo lo spirito di sacrificio perché in fase di non possesso è stato utilissimo».
«Le titolarità all'interno di questi play-off cambieranno in modo repentino ed è giusto pensare che già a Caserta ci possano essere i giusti cambi. Abbiamo la possibilità di fare altre cose, dobbiamo vincere per forza e potremmo anche pensare di giocare subito con due attaccanti. Maggio non è entrato oggi ma sta lavorando benissimo e meriterà la possibilità, sono convinto che potrà essere un elemento fondamentale».
In vista del prossimo turno, dove il Crotone avrà a disposizione un solo risultato per passare il turno, l'allenatore ha ribadito che la mentalità propositiva della squadra non cambierà, poiché cercare la vittoria è ormai parte integrante dell'identità del gruppo. La preparazione della trasferta di Caserta seguirà ritmi serrati, alternando il recupero fisico allo studio tattico per chi sarà chiamato in causa dall'inizio.
«A livello di mentalità siamo abbastanza avvantaggiati perché questa è una squadra che prova a vincerle sempre, poi non sempre ci riesce, ma il fatto di dover vincere per forza non ci appesantisce. Anche questa sera abbiamo giocato per vincere, non siamo stati una squadra sparagnina. Preparare la partita oggi ha una doppia strada: domani una parte farà scarico, mentre un'altra lavorerà in campo perché qualcuno che non ha giocato stasera sarà titolare mercoledì».
«Io debbo sinceramente fare poco se non continuare a coltivare questa mentalità che i ragazzi stanno portando in mezzo al campo. Quando vogliono sanno fare cose importanti e, se vogliamo fare un percorso lungo, probabilmente di cose straordinarie bisognerà farne tante. Non dobbiamo assolutamente avere timore, ci proveremo e cercheremo di dire la nostra anche lì a Caserta».