Crotone, Longo carica la squadra: «Ogni partita è una battaglia. I playoff? Ci servono queste quattro gare per arrivarci al meglio»
Il Crotone si prepara ad affrontare una Pasquetta di lavoro. La squadra calabrese sarà infatti impegnata oggi sul campo del Giugliano, in una trasferta che il tecnico Emilio Longo ha presentato in conferenza stampa con lucidità e determinazione, senza nascondere le difficoltà di un finale di stagione ad altissima tensione.
"Diciamo che cambia poco, se non per la festività", ha esordito Longo riferendosi all'insolita data della partita. "L'organizzazione della partita dovrà vederci protagonisti sotto tanti aspetti. Affrontiamo una squadra che nell'ultimo periodo ha cambiato molto pelle e, con l'arrivo di Di Napoli in panchina, è riuscita a mantenere la porta inviolata e a vincere tante volte al De Cristoforo. Dobbiamo quindi essere bravi, pronti e preparati".
Il mister ha voluto sottolineare l'elevato coefficiente di difficoltà che caratterizza questa fase conclusiva del torneo: "Le ultime partite non sono un modo di dire: hanno tutte un indice di difficoltà molto elevato, perché la posta in palio è altissima, sia per chi deve migliorare la posizione in classifica, sia per chi deve salvarsi".
La settimana di preparazione è stata intensa e mirata. "In questa settimana abbiamo lavorato costantemente per migliorare quegli aspetti in cui non siamo stati protagonisti nemmeno contro il Cerignola, in particolare la preparazione alla vittoria dei duelli individuali e la capacità di percepire e prevenire gli errori", ha spiegato Longo, evidenziando gli aspetti su cui lo staff tecnico ha concentrato l'attenzione.
Nonostante il dispiacere per giocare durante un giorno festivo, l'allenatore ha voluto trasmettere un messaggio positivo: "Ci dispiace un po' giocare in regime festivo, ma dall'altra parte ci fa piacere perché facciamo un lavoro bellissimo. Speriamo di riuscire a dare soddisfazione ai nostri tifosi il giorno di Pasquetta, regalando una bella partita e cercando di fare le cose migliori possibili". Previsto un giorno di riposo dopo la gara, ma solo dopo le 15:00 di lunedì: "Fino a lunedì alle 15:00 dobbiamo restare assolutamente concentrati e fare un ultimo grande sforzo".
In un momento particolarmente critico per il calcio italiano, Longo ha riflettuto sul valore che può rappresentare un gruppo giovane e sano come quello del Crotone. Tuttavia, ha tenuto a precisare un concetto fondamentale: "Ovviamente noi non lavoriamo in un regime di 'leggerezza' intesa in senso superficiale, perché questa parola potrebbe essere fraintesa da un gruppo giovane. Come staff stiamo cercando di portare dentro al gruppo una regola interna che non è nuova: l'ossessione quotidiana deve essere il miglioramento costante".
Un'ossessione, quella del miglioramento, che secondo Longo deve trasformarsi in filosofia di vita: "L'ossessione, se vissuta nel modo giusto, diventa il modus operandi di tutte le cose che facciamo, non solo quando siamo a Crotone. I ragazzi stanno mostrando grande disponibilità a capire questo concetto e noi dobbiamo essere da esempio".
Sul tema della crisi del movimento calcistico nazionale, il tecnico del Crotone ha espresso una posizione netta e articolata: "Per quanto riguarda il momento difficile del calcio italiano, sarebbe il caso di sedersi attorno a un tavolo per capire qual è davvero il male che attanaglia il nostro sistema. Fino a quando si continuerà a lavorare solo sulla cima della piramide, senza curare le fondamenta, non costruiremo nulla di solido".
Longo ha posto l'accento sulla necessità di guardare ai modelli virtuosi di altre nazioni: "Altre federazioni, anche più piccole della nostra, hanno un metodo condiviso a livello nazionale e competenze che vanno oltre il semplice talento dei calciatori. Oggi ci ritroviamo a combattere contro squadre sempre più organizzate".
La proposta dell'allenatore calabrese è chiara: "La vera riforma va fatta dal basso. Invece di diminuire il numero di squadre professionistiche, bisognerebbe aumentare la competenza di chi dirige questo ambiente e valorizzare i talenti italiani, come è già successo con tanti stranieri in Serie C. Non serve ristrutturare, serve costruire".
Un processo che richiede tempo e visione: "E per costruire ci vuole tempo: un quadriennio, se fatto bene. La Francia e la Spagna lo hanno dimostrato. Solo così potremo tornare a duellare ad armi pari con tutti".
A quattro giornate dal termine della regular season, la classifica del girone C di Serie C presenta ancora ampi margini di imprevedibilità. Secondo Longo, questo è il segno di un torneo di qualità: "Ritengo che l'aggettivo 'equilibrato' sia giusto e calzante. Secondo me questo è un campionato livellato verso l'alto. Oltre a Benevento e Catania, metterei anche il Potenza, che ha già vinto la Coppa Italia ed è tranquillo. Tutti gli altri sono ancora in condizione di migliorare o peggiorare la classifica".
Un equilibrio che rende ogni domenica una potenziale sorpresa: "È un campionato giusto, bello e affascinante, che ogni domenica può riservare imprevisti. Nel nostro girone, per fare certe classifiche, servono più punti rispetto agli altri. Questo mi fa pensare che sia un girone in cui le tensioni giocano ancora un ruolo determinante".
La peculiarità della situazione del Crotone è evidente: anche conquistando il massimo bottino nelle ultime quattro partite, la posizione in classifica potrebbe restare invariata. Ma Longo respinge l'idea che questo possa generare demotivazione: "Se questa situazione può creare stanchezza mentale, il pensiero che tanto ci sono i playoff? No, non credo. Se facessimo 12 punti significherebbe fare cose straordinarie, e le posizioni le miglioreremmo sicuramente. Ne sono convinto".
L'obiettivo, per il tecnico, va oltre la mera aritmetica: "L'aritmetica non lo dice ancora, ma questo concetto ci spinge già a dare il massimo. Inoltre, la nostra logica è quella del miglioramento costante. Dobbiamo vincere per abituarci a vincere. Queste quattro partite ci servono per rifinire il modello di gioco e presentarci ai playoff nella versione migliore di noi stessi, perché ai playoff si gioca per vincere".
Con quattro playoff disputati alle spalle, Emilio Longo conosce bene le dinamiche di questa competizione e sa che la fase finale richiede preparazione specifica: "La differenza tra campionato e playoff è sostanziale. Il campionato premia il merito sulla lunga distanza, il playoff è un torneo in cui contano tanto il sorteggio, le ammonizioni, le espulsioni, il momento in cui arrivi e i dettagli. Spesso non vince la squadra più forte sulla carta, e questo va curato".
La condizione fisica e la gestione della rosa assumono un'importanza cruciale: "È fondamentale arrivarci bene fisicamente, evitando quello che è successo l'anno scorso (tanti infortuni contemporanei e squalifiche). I dettagli fanno la differenza perché l'imprevedibilità è molto più alta".
Il Crotone, dunque, guarda già oltre la regular season, ma con i piedi ben piantati nel presente. Prima il Giugliano, poi le altre tre sfide, con l'obiettivo di costruire non solo punti in classifica, ma soprattutto quella mentalità vincente indispensabile per affrontare un playoff che, quest'anno, vedrà ben 28 squadre ai nastri di partenza. Un torneo nel torneo che Longo e i suoi uomini vogliono affrontare nella migliore versione possibile.