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Cittadella, Iori e i dubbi sul futuro: «Adesso parlerò con la società, faremo le valutazioni»

di Redazione Notiziario del Calcio

Al termine della battaglia sportiva tra Ravenna e Cittadella, Manuel Iori ha commentato l'uscita di scena della sua squadra con un mix di orgoglio per la prestazione e profonda delusione per l'esito finale.

«Rimane tanto rammarico, soprattutto per aver trovato questa compattezza e questa coesione forse soltanto nel finale di stagione. Anche stasera, secondo me, abbiamo fatto una prestazione molto seria» ha esordito il tecnico granata.

L'allenatore ha poi analizzato l'andamento del match, sottolineando come i suoi ragazzi abbiano approcciato la gara in modo ottimale, mettendosi in luce finché le gambe hanno retto il ritmo.

«Nel primo tempo avevamo preparato alcune situazioni che hanno messo in difficoltà il Ravenna e, finché abbiamo avuto energie, la squadra ha risposto bene» ha proseguito Manuel Iori durante l'intervista.

Un punto cruciale della serata è stato rappresentato dalle condizioni fisiche precarie con cui il gruppo è arrivato a questo appuntamento decisivo, un fattore che ha pesato sul risultato.

«Siamo arrivati a queste partite con tanti infortuni e giocatori acciaccati, alcuni hanno tirato avanti stringendo i denti» ha spiegato il mister, ricordando poi le occasioni sprecate per raddoppiare il vantaggio iniziale.

«Dispiace perché abbiamo avuto anche l’occasione del 2-0 e poi quella di Castelli praticamente a porta vuota: lì forse la partita avrebbe preso un’altra direzione» ha aggiunto con un pizzico di amarezza.

Iori ha voluto mettere in risalto anche la differenza fatta dalle panchine, riconoscendo come le mosse degli avversari abbiano spostato l'inerzia del confronto nel secondo tempo.

«Come era successo all’andata, i cambi del Ravenna hanno inciso molto. Quando sono entrati giocatori freschi e di qualità hanno creato più situazioni pericolose» ha ammesso sinceramente l'allenatore del Cittadella.

Nonostante le difficoltà, la squadra ha cercato di non farsi schiacciare: «Noi invece avevamo diversi ragazzi con poca autonomia e abbiamo cercato comunque di restare aggressivi senza abbassarci troppo».

Il tecnico ha provato il tutto per tutto pur di restare aggrappato alla qualificazione, operando scelte tattiche d'emergenza dettate dalla stanchezza estrema di alcuni interpreti.

«Nel finale abbiamo addirittura chiuso con Falcinelli a centrocampo, cercando di tenere aperta la partita fino all’ultimo. E qualche occasione l’abbiamo avuta anche noi» ha ricordato Manuel Iori.

La gestione delle sostituzioni è stata obbligata dallo stato di salute degli atleti in campo: «Alcuni giocatori erano davvero stremati. Quando un ragazzo ti dice che non ce la fa più, non puoi ignorarlo».

Ogni cambio è stato ponderato per tentare l'assalto finale: «Le sostituzioni sono state fatte anche pensando a un finale ultra offensivo, nel tentativo di riprenderla» ha sottolineato il mister dei veneti.

Riflettendo sull'annata, Iori ha individuato nelle scorie della passata stagione e negli infortuni costanti i principali ostacoli al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

«Ci sono rimpianti legati soprattutto a un inizio difficile, probabilmente condizionato anche dalla delusione della retrocessione e da un gruppo che aveva bisogno di ritrovare fiducia» ha osservato il tecnico.

Secondo Iori, la vera identità è emersa solo a tratti: «Col tempo abbiamo trovato delle contromisure e una nostra identità, ma nel girone di ritorno ci è mancata continuità, anche a causa di tante defezioni».

Il rimorso più grande resta quello legato alla tempistica della crescita del gruppo, arrivata forse quando ormai il tempo stava per scadere definitivamente.

«Nei playoff però ho visto uno spirito diverso. Quando senti l’obiettivo vicino, inevitabilmente trovi energie e motivazioni differenti. Il rammarico più grande è esserci compattati tardi» ha dichiarato con franchezza.

In merito alle voci sul suo domani in panchina, Iori ha preferito non sbilanciarsi, rimandando ogni decisione ufficiale a un confronto imminente con la proprietà del club.

«Io sono tranquillo. Non sto dietro alle voci o a quello che viene scritto. Ho pensato soltanto a lavorare nel miglior modo possibile con i ragazzi» ha risposto il tecnico in merito al suo futuro.

La posizione dell'allenatore è chiara: «Adesso parleremo con la società e faremo tutte le valutazioni del caso con serenità» ha poi precisato Iori, chiudendo ogni speculazione immediata.

Prima di congedarsi, il mister ha voluto rendere omaggio ai suoi giocatori per l'impegno profuso e salutare con sportività i vincitori di questa sfida.

«Ai ragazzi ho detto che ci abbiamo provato fino in fondo. Questa serie ce la siamo giocata davvero. Il rammarico resta, soprattutto pensando all’andata» ha concluso il tecnico del Cittadella.


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