Cittadella, Iori avvisa i suoi: «La Pro Patria è viva, non guardate la classifica o rischiamo grosso»
Dopo il prezioso successo ottenuto sul campo del Lumezzane, il Cittadella di Manuel Iori si prepara ad affrontare la Pro Patria in un turno infrasettimanale che nasconde diverse insidie. Il tecnico granata ha analizzato il momento della squadra, sottolineando come la vittoria di sabato scorso sia stata fondamentale non solo per la classifica, ma soprattutto per il morale di un gruppo che meritava di raccogliere i frutti del proprio lavoro.
«Era già un paio di volte che capitava così e stavolta siamo riusciti a portarla a casa noi soprattutto perché secondo me durante tutta la partita abbiamo avuto uno spirito corretto l’atteggiamento era perfetto» ha esordito l'allenatore, evidenziando la qualità dell'intensità messa in campo dai suoi ragazzi nell'ultima uscita.
In vista della prossima sfida, Iori ha chiesto ai calciatori di non abbassare la guardia e di riproporre la medesima ferocia agonistica, convinto che l'atteggiamento mentale sia la base imprescindibile per ogni sviluppo tattico. La concentrazione dovrà essere massima, evitando cali di tensione che potrebbero risultare fatali contro un avversario affamato di punti.
«Quello che io voglio di nuovo rivedere è questo: mi interessa soltanto che il livello del nostro agonismo in campo sia elevatissimo voglio rivedere riportare la stessa concentrazione la stessa rabbia la stessa decisione nel fare le cose» ha puntualizzato il mister, mettendo in chiaro che il risultato sarà solo una conseguenza della prestazione caratteriale.
L'analisi dell'avversario ha portato Iori a mettere in guardia l'ambiente da facili entusiasmi legati alla posizione in graduatoria dei bustocchi. La Pro Patria, infatti, ha dimostrato grande carattere nell'ultima gara contro l'AlbinoLeffe, riuscendo a rimontare due gol pur giocando in inferiorità numerica fino al pareggio agguantato allo scadere.
«L'ho analizzata ho visto la partita con l'AlbinoLeffe è andata sotto di due ha rimontato in uno in meno ha fatto gol al 90º è una squadra viva non è morta anzi» ha avvertito il tecnico, sottolineando come i lombardi abbiano giocatori veloci e pericolosi nell'uno contro uno che richiedono una gestione attenta di ogni fase di gioco.
Il calendario di febbraio non concede tregua e obbliga Manuel Iori a gestire con estrema cura le energie fisiche e mentali della rosa. Con partite ogni quattro giorni, il lavoro dello staff è orientato principalmente al recupero, cercando di reinserire gradualmente gli elementi reduci da infortuni o affaticamenti muscolari.
«In questo mese sarà tanto recupero tanto recupero energie mentali e fisiche perché giochiamo ogni 4 giorni quindi dovremmo essere bravi a gestire bene le energie a recuperare quelli che sono fuori in questo momento» ha spiegato il mister, confermando il rientro di Redolfi ma segnalando lo stop di D'Urso.
Uno dei temi più interessanti toccati dall'allenatore riguarda l'esordio dei giovani, con un focus particolare su Ziglia. Il ragazzo ha colpito Iori per la sua struttura fisica e per una mentalità rara per la sua età, tanto da spingere il tecnico ad aggregarlo stabilmente alla prima squadra dopo averlo visto all'opera solo in pochi allenamenti.
«Miiki è un ragazzo straordinario è mentalizzato è un giocatore con delle caratteristiche ben precise a struttura a forza bravo nell'uomo nell'uomo» ha dichiarato con orgoglio Iori, raccontando come il giovane abbia persino modificato i propri orari scolastici pur di non mancare alle sedute mattutine con i compagni più esperti.
La crescita dei giovani e l'inserimento dei nuovi acquisti come Stronati e Beretta stanno offrendo al tecnico granata soluzioni alternative e una maggiore profondità della rosa. Questa competizione interna è vista positivamente da Iori, che ora sente di avere più armi a disposizione per affrontare gli impegni ravvicinati.
«Ora sono tanti e si giocheranno tutti le loro opportunità in base a quello che dimostrano sul campo in partita e in allenamento» ha concluso il mister del Cittadella, pronto a dare battaglia in un campo difficile dove, se necessario, servirà saper giocare anche una partita "sporca" pur di tornare a casa con un risultato utile.