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Cesena, Filippo Fusco rompe il silenzio: «Mercato drogato da cifre folli, ma noi abbiamo preso un top come Cerri»

di Redazione Notiziario del Calcio

Al termine di una sessione invernale di trasferimenti particolarmente complessa, il direttore sportivo del Cesena, Filippo Fusco, ha tracciato un bilancio esaustivo dell'operato del club bianconero. Il dirigente ha voluto innanzitutto rivolgere un pensiero a coloro che hanno lasciato la Romagna, come Adamo, Blesa, Diao e Celia, ringraziandoli per l'impegno profuso nella prima parte dell'anno. Allo stesso tempo, ha dato il benvenuto ai nuovi innesti: Castrovilli, giunto dal Bari, la punta Cerri prelevata dal Como e il giovane Corazza dal Bologna.

«Desidero esprimere la mia gratitudine ai calciatori che sono partiti per l'importante apporto dato alla squadra. Allo stesso modo, ringrazio i nuovi arrivati, in particolare Alberto Cerri per la costanza dimostrata nel volere il Cesena e il Como, insieme al ds Ludi, per aver assecondato la volontà del ragazzo» ha esordito Fusco, sottolineando la centralità del fattore umano nelle trattative appena concluse.

Il direttore ha poi spiegato le dinamiche interne che hanno scandito il ritmo degli acquisti, rivelando come il lavoro sia iniziato già nel mese di dicembre con una pianificazione rigorosa basata su diverse alternative. Tuttavia, la struttura societaria del Cesena richiede tempi tecnici non sempre brevi, legati alla necessità di muoversi entro parametri economici ben definiti dalla proprietà, che aveva imposto una strategia a costo zero.

Secondo Fusco, il contesto globale del mercato di riparazione ha presentato ostacoli imprevisti: «Esistono club che hanno letteralmente drogato il mercato di gennaio, investendo somme del tutto fuori logica e lontane dalla nostra filosofia stagionale. È comprensibile che alcuni profili che stavamo seguendo non abbiano voluto attendere i nostri tempi. Puntavamo su un esterno, un centrocampista di qualità e un attaccante, e credo che siamo riusciti a individuare i nomi giusti».

Un tema centrale della discussione è stato l'improvviso addio di Blesa verso il Rio Ave, una cessione che non era stata sollecitata dal calciatore ma che è maturata per ragioni di bilancio. «Blesa non ha mai chiesto di andarsene, ma sono pervenute offerte economicamente rilevanti. La società ha optato per la sua cessione in un'ottica di riduzione dei costi. Personalmente ritengo che qui sarebbe cresciuto ulteriormente adattandosi meglio al nostro calcio, ma ora stiamo cercando di chiudere per Vrioni proprio per sostituirlo» ha chiarito il direttore sportivo.

Proprio su Vrioni, svincolato ma ben noto al ds, si concentrano le speranze per completare il reparto avanzato. Fusco si è detto certo che la mentalità del giocatore gli permetterebbe di essere protagonista fin dal primo minuto, nonostante un periodo di inattività agonistica. Il suo profilo è considerato ideale sia come alternativa a Cerri che come possibile partner d'attacco in un tridente con Olivieri.

Riguardo ad Alberto Cerri, Fusco non ha nascosto che si trattasse del suo obiettivo primario fin dalla scorsa estate. Una volta sfumata la pista De Luca, il direttore ha lavorato sottotraccia per convincere la punta del Como, ritenendolo il calciatore perfetto per esaltare le doti di Shpendi. «La sua prestanza fisica è notevole e, nonostante non giochi da tempo, la sua determinazione e la sua forza mentale ridurranno drasticamente i tempi di inserimento; penso che possa già disputare scampoli di gara oggi stesso» ha affermato con sicurezza.

Grandi aspettative sono state riposte anche su Castrovilli, descritto come un calciatore dal valore tecnico e umano straordinario. Il ds si aspetta che il centrocampista possa garantire sei mesi di altissimo livello, portando quelle doti di qualità e inserimento che mancavano nella zona mediana del campo. L'obiettivo è quello di dare all'allenatore Mignani tutte le pedine necessarie per invertire la recente flessione dei risultati.

Fusco ha affrontato con equilibrio anche il momento difficile della squadra, reduce da quattro sconfitte in cinque incontri, definendo la fase di mercato come un elemento destabilizzante per tutto l'ambiente. «Sostengo da sempre che la sessione estiva appartenga al club, mentre quella invernale debba essere dell'allenatore. Avevamo necessità di tre profili specifici e sono convinto che possano aiutare immediatamente a cambiare rotta. Forse averli avuti già all'inizio di gennaio sarebbe stato meglio, ma ora contano solo i fatti» ha commentato.

Infine, il dirigente ha dedicato un passaggio importante alla crescita dei giovani talenti bianconeri, ribadendo la sua fiducia nel lavoro svolto dalla Primavera e nell'impatto che ragazzi come Magni e Zamagni possono avere in prima squadra. Fusco si è detto certo che nella seconda parte del campionato ci sarà spazio per vedere volti nuovi e che il lavoro di stimolo verso il mister porterà all'inserimento di altri profili interessanti, anche in vista della stagione 2027.


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