Cavese, il pres. Lamberti: «Non siamo una società che viene ricattata o strozzata, se serve Awua va fuori rosa»
La sconfitta rimediata contro l'Altamura ha lasciato il segno nell'ambiente metelliano, spingendo la proprietà a un'analisi schietta e priva di filtri sulla condizione attuale della squadra. Intervenendo durante la trasmissione Mondo Blufoncè, il presidente Alessandro Lamberti ha riconosciuto senza esitazioni i meriti degli avversari nell'ultimo turno, sottolineando come la Cavese abbia pagato a caro prezzo alcune disattenzioni fatali.
Nonostante un avvio che lasciava presagire un esito diverso, gli errori individuali hanno pesato sul risultato finale, rendendo il passo falso particolarmente amaro. Tuttavia, il patron ha invitato alla calma, ricordando che, sebbene la classifica sia corta e il fiato delle inseguitrici si faccia sentire, la squadra ha già dimostrato di poter competere dignitosamente contro formazioni del calibro di Sorrento e Catania.
L'attenzione del massimo dirigente si è poi spostata sulla gestione del gruppo, sottolineando la necessità di guardare esclusivamente al proprio cammino senza farsi distrarre dai risultati altrui. In una fase del campionato dove ogni punto può spostare gli equilibri della salvezza, l'imperativo resta quello di migliorare le prestazioni interne. Lamberti ha voluto trasmettere un messaggio di equilibrio, cercando di allontanare lo spettro dello sconforto che spesso aleggia dopo una sconfitta pesante. La sua visione è proiettata alla crescita costante, convinto che il lavoro quotidiano e la lucidità nelle scelte siano le uniche strade percorribili per mantenere la categoria.
Il mercato invernale rappresenta naturalmente il tema caldo di queste settimane. Il presidente ha confermato che la strategia per rinforzare la rosa era stata già tracciata a dicembre in sinergia con il tecnico Prosperi e il direttore De Liguori. L'obiettivo non è comprare tanto per fare numero, ma individuare profili che siano realmente funzionali al progetto, anche in un'ottica futura. Se in difesa la crescita di Bolcano è stata una lieta sorpresa e a centrocampo è già stato inserito Visconti, la priorità assoluta ora è il reparto offensivo. Lamberti ha chiarito che si stanno valutando due o tre nomi di spessore, preferibilmente "over", per dare quel peso e quell'esperienza che sono mancati in alcune fasi cruciali del girone d'andata.
Un ostacolo non indifferente nelle operazioni in entrata è rappresentato dai vincoli burocratici e regolamentari. Il patron ha spiegato con estrema precisione come la gestione della lista dei 23 giocatori sia determinante: per ogni nuovo innesto deve necessariamente corrispondere una partenza. Le cessioni di elementi come Piana, Guida, D'Incoronato e Suplja sono state mosse obbligate per liberare gli slot necessari e rispettare i parametri dell'indice di liquidità. Questo turnover non è una bocciatura dei singoli, ma una necessità tecnica per permettere al Direttore Sportivo di agire con agilità sul fronte degli acquisti, puntando a chiudere per uno o due attaccanti che possano cambiare volto alla manovra offensiva.
Particolarmente ferma è stata la posizione di Lamberti riguardo al caso Awua e ai rapporti con il Catania. Il presidente ha tenuto a precisare che, nonostante i buoni uffici con la società etnea, non è giunta alcuna offerta ufficiale per il calciatore. In un passaggio dai toni molto decisi, ha ribadito l'autonomia e la dignità del club di fronte a possibili pressioni esterne o manovre dei procuratori. «Non siamo una società che viene strozzata o ricattata, sennò i giocatori vanno fuori rosa per me non c'è nessun problema», ha dichiarato il patron, mettendo in chiaro che la Cavese non accetterà condizioni al ribasso o situazioni poco trasparenti, pur essendo disposta a valutare proposte formali e congrue.
A testimonianza della qualità della rosa attuale, Lamberti ha rivelato un dato significativo: ben sette titolari su undici sono finiti nel mirino di altri club durante questa sessione. Questo interesse diffuso smentisce, secondo il presidente, le critiche di chi definisce il parco giocatori non all'altezza. La politica societaria resta comunque prudente: nessuno verrà svenduto, ma se dovessero arrivare offerte irrinunciabili, il club si farà trovare pronto a sostituire i partenti con elementi di valore ancora superiore. L'obiettivo finale rimane la salvezza e la società è disposta a fare tutto il necessario, anche valutando una nuova soluzione tra i pali nonostante la stima per gli attuali portieri in organico, per garantire un finale di stagione all'altezza delle aspettative della piazza.