Cavese, il ds De Liguori: «Vendere un calciatore all'Inter è un orgoglio, ma ora servono i punti»
La chiusura del mercato invernale rappresenta un momento di bilanci profondi per la Cavese, e le parole del Direttore Sportivo Vincenzo De Liguori ai microfoni di TuttoC.com riflettono una soddisfazione figlia di una strategia oculata. Il dirigente metelliano ha espresso estremo compiacimento per le operazioni portate a termine, sottolineando come la società sia riuscita a centrare quasi tutti gli obiettivi prefissati. Tra le priorità vi era la necessità di far maturare i giovani del vivaio come Natale e Barone, mandati a giocare per accumulare l'esperienza necessaria, ma l'attenzione si è spostata inevitabilmente sulla partenza di Sorrentino.
«È andato via Sorrentino, in scadenza di contratto e desideroso di cambiare aria perché non stava più bene a Cava dei Tirreni», ha spiegato con estrema chiarezza De Liguori, ricordando come il rapporto tra il calciatore e la piazza fosse ormai logoro, testimoniato dai fischi che spesso accompagnavano le sue prestazioni. Nonostante le qualità tecniche del giocatore, il club ha preferito assecondare la sua volontà di andare altrove, coerentemente con la filosofia societaria di non trattenere elementi privi del giusto entusiasmo. Al suo posto è arrivato Minaj, un profilo che per caratteristiche ricorda molto il partente e che, secondo il DS, è destinato a fornire un contributo fondamentale.
Uno dei fiori all'occhiello di questa sessione è stata senza dubbio l'operazione che ha riguardato Amerighi, inizialmente prelevato dalla Serie D e poi ceduto all'Inter in un'operazione che dà lustro all'intero ambiente aquilotto. «C’è stata un’operazione importante con l’Inter, per la Cavese vendere un atleta a una società del genere è un orgoglio», ha commentato il Direttore, evidenziando come l'occhio lungo della dirigenza e il lavoro dello staff tecnico abbiano permesso di valorizzare un profilo in cui pochi avevano inizialmente creduto. Per sostituirlo è stato scelto Ubani, giovane dalle prospettive definite «importantissime», che insieme all'islandese Gudjohnsen completa un reparto che attende solo di trovare la miglior condizione fisica.
Valutando complessivamente il lavoro svolto, De Liguori ha assegnato un solido sette al mercato della Cavese, sottolineando come la rosa sia ora più profonda e completa in ogni zona del campo. La necessità di allungare la panchina era diventata impellente dopo un girone d'andata martoriato dagli infortuni, che ha spesso limitato le scelte dell'allenatore. Il tutto è stato realizzato rispettando i parametri economici del club, senza voli pindarici ma con una visione lungimirante. «La Lega pro è diventata insostenibile ed è giusto che un presidente non faccia mai il passo più lungo della gamba», ha precisato, rimarcando la serietà della proprietà nel mantenere i conti in ordine.
Sul piano dei risultati, il DS non nasconde un pizzico di rammarico per una classifica che, a suo dire, non rispecchia minimamente quanto espresso sul rettangolo verde. Il credito con la sorte appare pesante: tra arbitraggi discutibili, portieri avversari in stato di grazia e una mancanza cronica di cinismo nei momenti chiave, la Cavese si trova con diversi punti in meno rispetto ai propri meriti. «Se esiste un Dio del calcio è evidente che siamo in credito con la fortuna. Ci mancano almeno 6 punti, nessuno avrebbe avuto da recriminare se avessimo una classifica diversa», ha puntualizzato De Liguori, convinto che nessuno finora abbia realmente dominato la squadra di Cava sul piano del gioco.
Ora però si entra nella fase cruciale della stagione, con quattordici sfide che il dirigente definisce vere e proprie finali. Il calendario immediato mette i biancoblu di fronte a una settimana di fuoco, a partire dalla sfida contro il Latina, proseguendo con il Monopoli e culminando nel sentito derby contro la Salernitana. La richiesta del Direttore Sportivo ai suoi uomini è categorica: servono ferocia agonistica e determinazione. «Sin dalla gara col Latina voglio una squadra cattiva e con la “cazzimma”», ha affermato, sottolineando quanto il fattore campo debba tornare a essere il fortino inespugnabile della Cavese per centrare l'obiettivo della permanenza in categoria.
In chiusura, De Liguori ha voluto ribadire la bontà del progetto tecnico, centrato sulla valorizzazione dei giovani e su una programmazione che vede la Cavese ai vertici della categoria per l'utilizzo degli Under. Con dieci ragazzi di proprietà, molti dei quali stabilmente titolari, la società sta costruendo il proprio patrimonio futuro. «Siamo in linea con i programmi, abbiamo le qualità per portare la nave in porto grazie a un gruppo composto da gente perbene», ha dichiarato, concludendo con un appello accorato alla tifoseria affinché resti vicina alla squadra in questo sprint finale, nonostante l'amarezza per le restrizioni che hanno spesso impedito il supporto dei supporter nelle gare esterne.