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Catania, Viali non si accontenta: «Vincere è un obbligo, non raccontiamo favole sulla classifica»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il tecnico del Catania, William Viali, ha analizzato con estrema lucidità la prima vittoria della sua gestione ottenuta sul campo del Latina, un successo che regala ossigeno e autostima a un gruppo apparso in netta crescita.

La sfida ha mostrato due volti distinti, con un avvio di gara incoraggiante dove i rossazzurri hanno messo in mostra idee chiare e una gestione pulita del possesso, prima di subire il ritorno agonistico dei padroni di casa.

«Rispetto a lunedì siamo partiti molto bene con le idee molto chiare. Negli ultimi venti minuti del primo tempo ci siamo sporcati, ma per situazioni diverse», ha spiegato l'allenatore nel post-partita.

Secondo Viali, la squadra deve imparare a non farsi condizionare dal piano gara degli avversari, mantenendo la propria identità anche quando il ritmo si abbassa e la contesa diventa più fisica e frammentata.

Il tecnico ha preteso dai suoi ragazzi una reazione nell'intervallo, chiedendo di non snaturare la prestazione complessiva solo per adattarsi a una partita sporca, ma di saper ricominciare a giocare non appena possibile.

«Quando l'avversario riesce a condizionare la tua prestazione, noi non dobbiamo sporcarci. Nella difficoltà va bene adattarsi, ma non devo sporcare tutta la prestazione», ha sottolineato con fermezza.

La ripresa ha visto un Catania più coraggioso e con una personalità spiccata, capace di schiacciare il Latina nella propria metà campo e di mantenere una pressione alta anche nei concitati minuti finali del match.

Viali ha elogiato il coraggio dei suoi uomini nel continuare a pressare a settanta metri dalla porta nonostante il vantaggio minimo, evitando di abbassare il baricentro e concedere pericolose mischie in area di rigore.

Un tema centrale resta quello della finalizzazione, dato che la squadra produce un volume di gioco importante ma fatica a tradurre in reti la mole di occasioni create durante i novanta minuti di gioco.

«La responsabilità è tutta mia. Devo essere bravo io a migliorare questo rapporto fra quello che si costruisce e quello che si porta a casa», ha ammesso il mister, escludendo però che si tratti di un problema psicologico.

Per il tecnico, la mancanza di cinismo è un aspetto da allenare con serenità, senza caricarlo di troppe pressioni che potrebbero rivelarsi controproducenti per la serenità degli attaccanti e del reparto offensivo.

Le scelte tattiche del secondo tempo, come l'inserimento di Corbari e il cambio di assetto con le due punte, sono state mosse strategiche studiate per cambiare l'inerzia della gara e mandare un segnale di forza.

«Ho voluto mandare un messaggio ai ragazzi: siamo qui per vincere con i cambi immediati. Corbari è uno di quei calciatori che si esalta negli ultimi trenta metri offensivi», ha spiegato Viali analizzando le sostituzioni.

Il tecnico ha anche voluto premiare la prova di Carnielutti, entrato in un momento decisivo per sostituire l'ammonito Ierardi e autore di una prestazione solida che ha confermato l'ottimo stato di forma mostrato in settimana.

Un elogio particolare è andato a Giovanni Bruzzaniti, autore del gol vittoria e sempre più determinante nello scacchiere tattico del Catania, grazie alla sua capacità di fare male quando agisce in ampiezza.

«Sta confermando quello che pensavo. In ampiezza lui è un giocatore che può fare male e sta prendendo confidenza con questa idea di gioco», ha commentato l'allenatore riguardo al match-winner della serata.

In ottica futura, Viali resta con i piedi per terra, rifiutando di fare calcoli matematici sulla classifica e preferendo concentrarsi sulla crescita costante di una squadra che deve sentirsi forte e consapevole.

L'obiettivo è vincere ogni singola partita che resta da qui alla fine del campionato, lasciando che la graduatoria finale sia solo una conseguenza naturale del lavoro svolto quotidianamente sul campo di allenamento.

«Pretendo che la squadra a fine campionato sia una squadra che si senta forte. Raccontare le favole oggi alla gente credo sia poco corretto», ha concluso il tecnico, chiudendo ogni discorso su voli pindarici.


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