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Caso Ternana, Vetrini: «Rispetto delle regole, il club andrebbe escluso ora, guardate cosa fecero per salvare l’Arezzo...»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il panorama del calcio professionistico italiano si trova nuovamente a fare i conti con questioni burocratiche e regolamentari che rischiano di incidere pesantemente sull’esito sportivo dei campionati. Sulla delicata situazione che sta attraversando la Ternana in Serie C, è intervenuto con fermezza Filippo Vetrini, attuale direttore sportivo del Grosseto ed ex dirigente del Follonica Gavorrano, il quale ha espresso un parere molto netto basato sulla necessità di una coerenza normativa assoluta.

«Sono, da sempre, per il rispetto delle regole», ha esordito Vetrini, ponendo l'accento sulla trasparenza necessaria all'interno del sistema calcio. Il dirigente si è soffermato in particolare sulla mossa della proprietà del club umbro, che ha recentemente avanzato la richiesta di liquidazione volontaria per la società, un passaggio formale che secondo il suo punto di vista dovrebbe comportare conseguenze immediate e inevitabili sul piano della partecipazione al torneo in corso.

«I proprietari della Ternana hanno chiesto la liquidazione volontaria della società che quindi deve essere estromessa dal campionato», ha proseguito Vetrini, sottolineando come tale provvedimento andrebbe preso «anche se mancano solo due giornate alla fine». Secondo il direttore, questo scenario porterebbe inevitabilmente a «consegnare quindi il campionato all’Arezzo», andando a penalizzare la posizione dell'Ascoli in una lotta promozione sempre più concitata.

L'analisi di Vetrini non si è limitata al presente, ma ha scavato nel passato per evidenziare presunte disparità di trattamento o interpretazioni elastiche delle norme avvenute in precedenza. «Le regole dicono così e vanno rispettate. Guardate cosa successe sette anni fa per salvare l’Arezzo… a cui fu concesso l’esercizio provvisorio venti giorni dopo», ha ricordato con una punta di amarezza, citando un episodio che ha segnato la storia recente della categoria.

Il dirigente ha voluto poi tracciare un parallelismo con la propria esperienza personale e professionale ai tempi del Gavorrano, ricordando come i verdetti del campo e della scrivania possano talvolta apparire beffardi. «Per la cronaca, il piccolo Gavorrano retrocesse al posto dell’Arezzo dopo un eroico playout disputato allo Zecchini di Grosseto contro il Cuneo», ha puntualizzato, ricordando che la formazione piemontese finì per fallire al termine della medesima stagione agonistica.

In quel frangente, nonostante la delusione sportiva, Vetrini tiene a precisare che il percorso si concluse «a testa orgogliosamente alta». La sua riflessione finale sulla gestione delle crisi societarie e sulle pressioni delle tifoserie si chiude con un richiamo biblico volto a sottolineare la necessità di un'etica condivisa nel mondo del pallone: «Qui sine peccato est vestrum primus lapidem mittat», ha concluso citando il Vangelo secondo Giovanni.


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