Casarano, il pres. Filograna: «Inaccettabile, ho visto poca cazzimma: ora pretendo uomini veri»
Il pomeriggio allo stadio Vigorito ha lasciato un segno profondo nell'animo della dirigenza del Casarano, trasformando quella che doveva essere una sfida di cartello in un vero e proprio dramma sportivo. Nonostante il sostegno incessante degli oltre trecento sostenitori rossazzurri giunti nel Sannio, la squadra è naufragata sotto i colpi della capolista, mostrando una fragilità che ha scatenato l'ira funesta del presidente Filograna. Il massimo dirigente, visibilmente scosso e amareggiato per l'andamento della sfida, ha dato sfogo a tutta la sua frustrazione al termine dei novanta minuti, analizzando con estrema severità un crollo che appare difficile da giustificare per una compagine con tali ambizioni.
La dinamica della partita ha evidenziato due volti diametralmente opposti della stessa formazione. Se nella prima frazione di gioco il Casarano era riuscito a tenere botta con dignità, limitando le folate avversarie, il ritorno in campo dopo l'intervallo è stato interpretato in maniera diametralmente opposta. «Sono veramente deluso dalla prestazione offerta dalla squadra», ha esordito Filograna, sottolineando come l'atteggiamento sia mutato radicalmente tra i due tempi. Secondo il presidente, dopo una metà gara ordinata, è subentrata una totale mancanza di attenzione: «Nella ripresa è come se fosse scesa in campo una squadra completamente diversa per atteggiamento e attenzione che, al primo affondo degli avversari, è andata in panne». La sterilità offensiva è un altro dei punti toccati dal patron, che ha rimarcato l'incapacità cronica di impensierire il portiere avversario o di costruire manovre degne di nota.
Ciò che sembra aver ferito maggiormente la proprietà non è tanto la sconfitta contro la prima della classe, quanto la mancanza di carattere mostrata non appena il punteggio è cambiato. Filograna ha puntato il dito contro l'assenza di una reazione nervosa, utilizzando termini forti per descrivere il vuoto agonistico percepito in campo. «La cosa che mi dà fastidio e che non riesco a capire è che subito dopo avere preso il gol siamo andati allo sbando. Ho visto poca reazione, poca lucidità, poco furore agonistico, poca rabbia, insomma, poca cazzimma», ha dichiarato senza giri di parole. Questo timore di subire il colpo psicologico è diventato un limite ricorrente nelle ultime uscite, trasformando ogni svantaggio in un ostacolo insormontabile che spesso spalanca le porte a passivi ancora più pesanti.
Il confronto con la versione spumeggiante del Casarano vista nella fase iniziale del campionato rende il presente ancora più amaro. Il presidente ha ricordato con nostalgia le prime dieci giornate, durante le quali la squadra esprimeva un calcio propositivo e convinto. Oggi, invece, quella sicurezza sembra svanita, lasciando spazio a un'involuzione che preoccupa per la mancanza di leadership. «Ciò che mi avvilisce è non vedere quella personalità che deve essere l’arma in più, soprattutto dei calciatori più esperti unita alla determinazione necessaria per affrontare gli avversari», ha proseguito Filograna, ribadendo che, sebbene il valore del Benevento non sia in discussione, nessuna partita può essere considerata persa in partenza senza aver lottato fino all'ultimo secondo.
Il messaggio finale inviato dal numero uno rossazzurro suona come un ultimatum per lo staff tecnico e per l'intera rosa. Non c'è più spazio per le scuse o per le attese improduttive, specialmente dopo gli sforzi economici compiuti per puntellare l'organico. La proprietà esige un'inversione di rotta immediata, basata su valori umani e professionali che vadano oltre la semplice tattica. «Mi aspetto e pretendo da tutti i protagonisti, senza se e senza ma, una reazione da uomini veri, calciatori che hanno il preciso intento di cambiare il corso degli eventi», ha tuonato il presidente. Il tempo della pazienza sembra essere esaurito: la società vigilerà su ogni comportamento, pronta a intervenire se non arriveranno risposte concrete sul campo per interrompere una scia di risultati definita ormai intollerabile.