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Carpi, il ds Bernardi non ha dubbi: «Ogni anno in C è un grande risultato, raggiunta una salvezza straordinaria»

di Redazione Notiziario del Calcio

Marco Bernardi, direttore sportivo del Carpi con una lunga esperienza in Lega Pro, ha analizzato con estrema lucidità il percorso della squadra al termine di un campionato vissuto su due binari opposti. Dopo un avvio travolgente che aveva proiettato i biancorossi nelle zone nobili della classifica, il dirigente ha mantenuto l'equilibrio anche durante il calo fisiologico registrato nella seconda parte della stagione.

La soddisfazione per l'obiettivo raggiunto con tre giornate d'anticipo è evidente nelle parole del ds: «Penso che sia stata un’altra stagione straordinaria – le sue parole – ogni anno che il Carpi mantiene la categoria con largo anticipo c’è da festeggiare, anche perché in un campionato così difficile se si inizia a dare per scontato questo traguardo nascono i problemi».

Bernardi ha poi riflettuto sulle dinamiche che hanno caratterizzato l'annata, evidenziando come la continuità in Serie C non sia mai un fatto scontato: «Abbiamo raggiunto l’obiettivo con un andamento non lineare, dopo una prima parte ottima e una seconda meno brillante, ma l’unica cosa che conta è che per il terzo anno di fila faremo la C».

Il dirigente ha spiegato di aver previsto le difficoltà già in tempi non sospetti, forte della sua conoscenza della categoria: «Già da novembre avevo iniziato perché purtroppo dopo 5 anni di C, per esperienza personale, so che andata e ritorno sono due campionati a se stanti. Ora bisogna analizzare le cause della frenata del ritorno per farne tesoro con la consapevolezza che ogni giorno che il Carpi è in C è un grande risultato».

Entrando nel merito della gestione societaria e tecnica, il direttore ha rivendicato con orgoglio le scelte fatte, sottolineando la sostenibilità del progetto tecnico emiliano: «Col monte ingaggi più basso del girone e la sesta rosa più giovane fra le venti, i biancorossi non sono mai stati nella zona playout. Questi due dati sono la prerogativa di come si può fare calcio a Carpi in modo pseudo sostenibile».

L'analisi si è poi spostata sulla necessità del supporto della proprietà e sulla valorizzazione del parco giocatori: «Per essere del tutto sostenibile serve l’esborso della famiglia Lazzaretti. Il nostro calcio è quello dei giovani, delle scommesse dalla D e dalla Primavera con l’imperativo di cercare di sbagliare il meno possibile. Quest’anno non va dimenticato che abbiamo alzato il minutaggio rispetto alla prima stagione di C ed è arrivata una preziosa plusvalenza con la cessione di Cortesi».

Un pensiero speciale è stato rivolto alla tifoseria, definita fondamentale per il superamento dei momenti più bui vissuti durante il girone di ritorno: «Una menzione speciale va fatta ai ragazzi della curva, presenti ovunque e sempre al fianco della squadra anche nei momenti difficili. Anche Carpi come città nelle gare decisive ha risposto alla grande».

Infine, Bernardi ha commentato le voci su un possibile spostamento del club nel girone A e ha glissato sulle questioni legate al suo futuro professionale: «Vediamo cosa accadrà, di sicuro non è più semplice del B. Forse ha un minore impatto ambientale, ma è più equilibrato e con una media salvezza più alta. Fino al 21 maggio ci alleniamo e solo a bocce ferme affronteremo il tema del prossimo campionato».


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