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Campobasso, il duro sfogo di Matt Rizzetta: «Nel 2022 questa società era vuota, ora per sognare serve di più»

di Redazione Notiziario del Calcio

Attraverso un comunicato ufficiale diramato sui canali di informazione del club, il massimo dirigente del Campobasso FC, Matt Rizzetta, ha voluto fare il punto della situazione, analizzando con estrema schiettezza il momento vissuto dalla società molisana e ripercorrendo le tappe di una rinascita sportiva che ha pochi precedenti nel recente passato. Il presidente ha scelto di parlare direttamente alla piazza per chiarire alcuni concetti fondamentali legati alla crescita e alla stabilità del progetto calcistico rossoblù.

Il punto di partenza della sua riflessione è stato il ricordo delle macerie da cui è iniziata questa avventura, sottolineando come la realtà attuale sia il frutto di un lavoro immenso partito dal nulla. «Nel 2022 ci siamo trovati davanti a una società completamente vuota, priva di fondamenta, strutture e risorse. Nessun altro aveva avuto il coraggio di assumersi quella responsabilità» ha ricordato Rizzetta, ponendo l'accento sul peso di una scommessa che in molti avevano preferito evitare.

Il numero uno del club ha poi elencato i successi ottenuti in un lasso di tempo estremamente ridotto, rivendicando con orgoglio la scalata che ha riportato i "Lupi" nel calcio che conta. In appena tre stagioni, la bacheca si è arricchita di due campionati vinti, una promozione tra i professionisti e una permanenza di categoria già acquisita, proiettando la squadra in una dimensione agonistica che mancava da decenni nel capoluogo.

«Oggi stiamo vivendo un periodo storico che questo club non aveva mai raggiunto negli ultimi quarant’anni» ha proseguito il patron, evidenziando come i risultati ottenuti siano figli di una programmazione seria. Questo percorso incredibile è stato alimentato da uno zoccolo duro di sostenitori e partner commerciali che non hanno mai fatto mancare il proprio supporto, dimostrando una fedeltà assoluta anche nei momenti di maggiore incertezza.

«Questo percorso è stato possibile grazie a un gruppo di tifosi e di sponsor leali, che hanno creduto nel progetto fin dal primo giorno, sposandolo a occhi chiusi» ha affermato Rizzetta, rendendo merito a chi ha investito tempo e risorse nella sua visione. Tuttavia, per compiere l'ultimo salto di qualità e garantire un futuro ancora più radioso, il presidente ritiene che il coinvolgimento debba necessariamente allargarsi a nuovi attori.

Il monito lanciato dal presidente riguarda infatti la necessità di una risposta più corale da parte della città, sia sotto il profilo economico che per quanto concerne la presenza fisica allo stadio. Rizzetta non ha nascosto una certa preoccupazione per alcuni dati che sembrano andare in controtendenza rispetto all'entusiasmo dei risultati, chiedendo una maggiore partecipazione attiva da parte di chi può sostenere la causa.

«Oggi, però, per continuare a sognare, serve uno sforzo più ampio. Non stiamo chiedendo il San Siro, ma è legittimo aspettarsi un maggiore sostegno da parte del tessuto imprenditoriale e una risposta più forte anche sugli spalti» ha sottolineato nella nota. Il dato relativo a una media spettatori che risulta più bassa rispetto a quella registrata nel campionato precedente è un campanello d'allarme che la proprietà non intende sottovalutare.

Per Rizzetta, la longevità di un club professionistico non può gravare solo sulle spalle di pochi, ma deve essere condivisa da un intero territorio che si riconosce nei propri colori. «Non chiediamo miracoli: chiediamo progresso. E la sostenibilità di un progetto passa dal contributo di tutti. Ognuno deve fare la propria parte, il sottoscritto compreso» ha ribadito con forza, chiamando ciascuno alle proprie responsabilità per il bene comune del Campobasso.

La comunicazione si chiude con un invito alla compattezza totale in vista della volata finale del campionato, che vedrà i rossoblù impegnati in una serie di partite decisive per il proprio destino. Il presidente ha annunciato che, dopo questo intervento chiarificatore, preferirà lasciare che sia il campo a parlare, evitando ulteriori distrazioni mediatiche per concentrarsi solo sull'obiettivo sportivo.

«Ho detto quello che era necessario dire. Ora restano tredici finali e io non parlerò più. Serve soltanto sostenere la squadra, più uniti che mai» ha concluso il massimo dirigente, chiudendo il messaggio con il tradizionale incitamento "Forza Lupi" e richiamando tutto l'ambiente a una coesione necessaria per affrontare le ultime battaglie stagionali con lo spirito giusto.


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