Bucchi chiama a raccolta i 500 dell'Arezzo per l'anticipo serale: «Il tifo sposta gli equilibri»:
L'Arezzo si prepara a calcare il terreno sintetico del Comunale di Guidonia Montecelio per un anticipo che promette scintille, valido per la ventiquattresima giornata di campionato. La vigilia dell'incontro è stata segnata dalle riflessioni di mister Cristian Bucchi, il quale ha voluto tracciare un quadro dettagliato della sfida che attende i suoi uomini, sottolineando come il contesto attuale sia profondamente mutato rispetto al match della prima parte di stagione.
Secondo il tecnico amaranto, il confronto odierno non può essere paragonato a quello del girone d'andata, poiché il tempo ha permesso una maturazione collettiva e una comprensione superiore delle dinamiche di gioco. «Rispetto alla prima partita contro il Guidonia oggi c’è una conoscenza diversa, sia di noi stessi che dei nostri avversari», ha esordito l'allenatore, evidenziando come gli avversari abbiano smesso i panni della sorpresa per diventare una realtà consolidata della categoria: «All’andata loro erano una neopromossa che nel girone di andata ha centrato risultati e prestazioni. Oggi sono una squadra molto più quadrata».
Le insidie che attendono l'Arezzo sono molteplici e non riguardano esclusivamente il valore tecnico dei padroni di casa. Bucchi ha messo in guardia l'ambiente sulla capacità di reazione della compagine laziale, descrivendola come una formazione che non si dà mai per vinta. L'allenatore ha citato come esempio la rimonta ottenuta a Pineto in inferiorità numerica, segnale di un gruppo vitale e pericoloso. A ciò si aggiungono le variabili ambientali: «Giocare su un sintetico, di sera, su un campo veloce che non conosciamo, aggiunge difficoltà. Dovremo essere bravi ad adattarci subito», ha ammonito il mister.
Sul fronte della formazione, l'Arezzo dovrà fare i conti con diverse assenze pesanti che complicano i piani tattici. Iaccarino non farà parte della spedizione, con la speranza di recuperarlo per il prossimo impegno contro la Pianese, mentre Meli rimarrà fuori per dinamiche legate alla sessione di calciomercato ancora attiva. Anche la situazione di Jacopo Dezi resta in bilico, con il tecnico che ha preferito non sbilanciarsi troppo: «Con Jacopo c’è un discorso aperto fino alla fine del mercato, una valutazione condivisa tra società e giocatore. Ne parleremo con calma dopo la partita».
Il reparto difensivo appare quello maggiormente colpito dall'emergenza. Oltre alle defezioni di Renzi e De Col, si sono aggiunti i problemi fisici di Coppolaro, reduce da un tour de force, e la febbre che ha colpito Gigli. Una situazione che però non sembra spaventare eccessivamente Bucchi, il quale vede nelle assenze una chance per altri interpreti: «Dietro siamo corti, ma questo è il momento delle opportunità: chi sarà chiamato in causa dovrà farsi trovare pronto», ha dichiarato con fermezza, puntando sulla voglia di riscatto di chi ha avuto meno spazio.
Per quanto riguarda l'assetto del Guidonia, l'assenza per squalifica di Zuppel e l'incertezza sulla presenza di Bernardotto potrebbero cambiare il volto dell'attacco avversario. Bucchi prevede un avversario meno fisico ma più imprevedibile e rapido nel caso in cui mancassero i due centravanti strutturati. Il tecnico si aspetta una squadra agile, simile a quella vista contro il Ravenna, capace di sviluppare un gioco basato sulla velocità e sul fraseggio stretto, elementi che richiederanno la massima attenzione da parte della linea difensiva amaranto.
Un altro tema trattato è stato quello relativo alla disciplina in campo e alla gestione dei cartellini. Bucchi ha difeso l'atteggiamento aggressivo dei suoi, spiegando che certi rischi sono intrinseci a un sistema di gioco che accetta il duello individuale e la pressione alta. Tuttavia, ha auspicato una maggiore saggezza tattica: «Il nostro modo di giocare ci espone a qualche rischio, ma dobbiamo essere bravi nel fare il fallo giusto», ha spiegato, riferendosi anche all'adattamento di giocatori come Guccione, che sta compiendo un percorso di trasformazione verso compiti di maggiore equilibrio difensivo.
La scelta della Lega di far giocare i principali match in contemporanea ha riscosso il favore dell'allenatore. Bucchi ritiene che scendere in campo nello stesso momento di squadre come Ravenna e Ascoli sia la soluzione più corretta per mantenere l'integrità psicologica della competizione. «Toglie condizionamenti: chi gioca prima prova a mettere pressione, chi gioca dopo può avere più stimolo o più tensione. Quando si gioca tutti allo stesso orario, pensi solo alla tua partita, ed è la cosa più bella», ha sottolineato, evidenziando il piacere di potersi concentrare solo sul proprio obiettivo.
Infine, un pensiero commosso e motivante è stato rivolto alla tifoseria. Nonostante il dispiacere per i vuoti in curva visti nell'ultima gara casalinga, il mister ha celebrato il grande esodo degli oltre 500 sostenitori pronti a raggiungere Guidonia. Per Bucchi, la presenza del pubblico amico è un fattore determinante capace di trasformare una trasferta in una partita dalle tinte familiari: «L’ho vissuto da calciatore: il tifo sposta gli equilibri. La voglia di segnare per correre sotto il settore è una spinta enorme».