«Bruzzaniti ha fatto la storia, ora cerchiamo un profilo duttile»: la strategia del Pineto per il 2026
Il 2026 del Pineto si apre con una notizia di quelle che spostano gli equilibri, non solo tecnici ma anche emotivi: l'addio di Giovanni Bruzzaniti, destinazione Catania. In una conferenza stampa fiume, il Direttore Sportivo Marcello Di Giuseppe ha tracciato la rotta per la sessione invernale di calciomercato, spiegando i retroscena di una cessione dolorosa e delineando le prossime mosse di una società che oggi occupa con merito il quarto posto in classifica.
La partenza dell'esterno offensivo, che diventerà ufficiale nelle prossime ore, segna la fine di un ciclo importante. «Giovanni va via, ed è un pezzo di storia che se ne va. Mi dispiace non averlo qui oggi per un saluto congiunto», ha esordito Di Giuseppe, sottolineando il valore straordinario del calciatore in questo anno e mezzo in Lega Pro. Il DS ha poi chiarito come si sia arrivati al trasferimento: «Siamo riusciti a trattenerlo nonostante offerte importanti in passato, ma stavolta, di fronte alla sua volontà e a un’offerta che lo allettava, era giusto prenderla in considerazione. Non vogliamo lasciarci morire in mano un giocatore; la sua crescita è stata la nostra, e viceversa».
Nonostante la perdita del capocannoniere del girone, il Pineto non sembra avere fretta di gettarsi sul mercato per un acquisto impulsivo. La solidità mostrata dal gruppo e la crescita tattica sotto la guida dello staff tecnico permettono alla dirigenza di ragionare con calma. «Fino a un mese fa pensavo di fare prima l’entrata e poi l’uscita, invece aspetterò qualche giorno. Questo è merito dei ragazzi che stanno dando risposte talmente positive da spingerci a riflettere bene su come intervenire», ha spiegato il dirigente.
Sul taccuino dei possibili sostituti, un nome brilla più degli altri, ed è quello di Simone Ianesi. Di Giuseppe non si è nascosto: «È un profilo che mi piace particolarmente e su cui continuo a lavorare, lo dico pubblicamente. Tuttavia, cerchiamo un giocatore duttile che possa sposarsi con l'evoluzione tattica della squadra, che ultimamente ha dimostrato grande maturità passando con disinvoltura alla difesa a tre».
Il Direttore ha poi toccato il tema di altre possibili partenze, rassicurando i tifosi sulla stabilità del progetto Pineto. Sebbene ci siano elementi appetibili come Schirone — definito «un giocatore fuori categoria, un uomo nonostante i suoi 22 anni» — o Postiglione, la società non ha necessità di svendere. «Noi non abbiamo bisogno di cedere, fortunatamente. Se arriveranno offerte irrinunciabili, magari da categorie superiori come la Serie A, le valuteremo per il bene dei ragazzi, ma essere il Pineto oggi è un vanto e un privilegio», ha ribadito con orgoglio.
Un passaggio fondamentale dell'intervista ha riguardato il rapporto con la proprietà e la visione aziendale del club. Di Giuseppe ha lodato la figura del Presidente, evidenziando la differenza tra una gestione "di pancia" e una programmazione a lungo termine: «Il Presidente ragiona col cuore, ed è la sua grandezza. Io ho cercato di trasmettere un discorso più aziendalistico. Bruzzaniti è stato ceduto perché lui voleva andare, altrimenti il Presidente lo avrebbe tenuto con un rinnovo pluriennale».
In conclusione, con 28 punti in tasca al termine del girone d'andata, l'obiettivo resta quello di raggiungere quota 40-41 il prima possibile, per poi vivere un finale di stagione ambizioso. «Ripartiamo senza il nostro giocatore più importante, ed è stimolante. Non guardo ai punti dell'anno scorso, ogni annata è diversa. Dobbiamo avere l'ambizione di fare sempre meglio, con la consapevolezza di essere un gruppo di uomini vero», ha chiosato Di Giuseppe.