Ascoli e il sogno serie B, Passeri: «Ci aspettano due sfide all'ultimo centimetro»
Il presidente dell'Ascoli Calcio, Bernardino Passeri, è stato insignito della cittadinanza onoraria dal Comune di Montegallo, nel cuore dei Monti Sibillini. Un gesto istituzionale dal forte valore simbolico, che lega ufficialmente il numero uno del club bianconero al territorio piceno — e che per Passeri assume un significato ancora più personale: Montegallo è il paese natale di sua madre.
Il sindaco Sante Capanna ha conferito il riconoscimento in una cerimonia che ha emozionato il diretto interessato, il quale non ha nascosto la propria soddisfazione per un legame che, a suo dire, affonda le radici ben prima di qualsiasi atto formale.
«Adesso sì, adesso sono ufficialmente un Piceno», ha dichiarato Passeri. «I tratti distintivi del carattere non lasciavano dubbi, siamo combattenti leali, affrontiamo le sfide a viso aperto, siamo nati per vincere e se perdiamo ci leviamo la polvere e ci rialziamo più determinati e forti di prima».
Le parole del presidente richiamano con forza i valori di una terra storicamente fiera e tenace, identificandosi in una comunità che considera la resilienza un tratto identitario collettivo. Un'appartenenza che Passeri sente propria non soltanto per ragioni anagrafiche o familiari, ma anche per affinità caratteriale e visione della vita.
Il riconoscimento giunge in un momento di grande intensità sportiva per l'Ascoli, impegnato in una fase decisiva della stagione. Il presidente ha colto l'occasione per rivolgere un messaggio di fiducia e incoraggiamento alla squadra e alla tifoseria, anticipando due sfide che definisce «all'ultimo centimetro».
«Ci aspettano due sfide all'ultimo centimetro», ha proseguito Passeri. «I nostri ragazzi incarnano perfettamente quel sangue Piceno e noi saremo sempre con loro comunque vadano le cose, ma non abbiamo dubbi su come andrà».
Il presidente ha poi descritto la giornata come punto di partenza verso il campo: «Oggi si parte per la prima sfida con tutta l'energia positiva che il nostro magico popolo riesce a infonderci ogni giorno e, al nostro ritorno, quello stesso popolo sarà uno stadio, una forza unica, capace di spingere tutti dalla stessa parte, per la seconda sfida prima della quiete».
Un riferimento esplicito al ruolo del pubblico del Del Duca, convocato idealmente a raccolta per sostenere il club nel momento più delicato. La retorica sportiva si intreccia con quella territoriale: il tifo come espressione di un'identità collettiva, lo stadio come luogo in cui la comunità picena si riconosce e si mobilita.
Guardando oltre l'immediato, Passeri ha delineato anche la prospettiva futura del gruppo: «Recupereremo dalle grandi fatiche che abbiamo fatto tutti insieme e ripartiremo sempre per raggiungere la vetta, una partita per volta fino all'ultima, con la coscienza immacolata di chi ha dato sempre il massimo».
Il discorso si è concluso con una serie di ringraziamenti dal tono personale e sentito. Passeri ha voluto citare esplicitamente il sindaco Capanna, l'intera comunità di Montegallo e, in chiusura, sua madre: «Grazie popolo, grazie ragazzi, grazie miei amici, grazie Sindaco Sante Capanna, grazie a Montegallo e a tutti i cittadini che mi hanno dato l'onore di essere cittadino del Comune dove è nata Mamma mia. E, infine, grazie Mamma per avermi regalato questa storia bellissima».
La cittadinanza onoraria si configura dunque come molto più di un riconoscimento protocollare: per Passeri rappresenta il sigillo ufficiale su un'appartenenza sentita da sempre, che ora trova anche una dimensione istituzionale. Un cerchio che si chiude, proprio mentre sul campo l'Ascoli è chiamato a scrivere le pagine più importanti della propria stagione.