Aronica e il grido di battaglia del Trapani: «Tre finali per restare vivi, con la Salernitana non avremo paura»
Il tecnico del Trapani, Salvatore Aronica, ha preso la parola ai microfoni di Radio MPA per analizzare la delicatissima situazione che sta vivendo la sua squadra alla vigilia del finale di stagione. L’allenatore ha esordito ricordando come il percorso dei siciliani sia stato minato fin dal primo giorno da fattori esterni al rettangolo di gioco.
«Abbiamo dato il via a questo campionato partendo con l’handicap di una penalizzazione di otto punti ereditata dalla passata stagione. Si trattava di un qualcosa che avevamo già messo in conto» ha spiegato Aronica, aggiungendo poi con amarezza che «tutti gli eventi che si sono susseguiti, tra nuovi deferimenti e ulteriori punti tolti, hanno finito per condizionare un’annata che, per quanto mostrato dai ragazzi sul terreno di gioco, resta comunque encomiabile».
Secondo l’allenatore, i meriti sportivi della squadra sono evidenti, nonostante la posizione attuale in graduatoria sia deficitaria. «Portare a casa 48 punti affrontando tutti questi torti e mille ostacoli è un risultato di grandissimo rilievo. Il vero rammarico è vederci oggi al penultimo posto, ma siamo pronti a giocarci ogni chance per centrare i playout in questi ultimi tre incontri che ci restano».
Aronica ha poi approfondito il senso di frustrazione che si respira all'interno dello spogliatoio nel vedere i propri sforzi vanificati dalle sentenze: «Proviamo un grande dispiacere, perché durante la settimana si lavora sodo per ottenere i risultati che poi effettivamente arrivano. Sul campo abbiamo conquistato 48 punti pur vivendo enormi criticità e, senza questi intoppi, il bottino sarebbe stato probabilmente ancora più consistente».
L’allenatore ha rimarcato come le ambizioni iniziali fossero ben diverse, sottolineando lo stravolgimento avvenuto durante la sessione invernale di mercato. «L’obiettivo dei playoff era ampiamente alla nostra portata, ed è per questo che c’è delusione. A gennaio siamo stati costretti a rivoluzionare l’organico per esigenze di bilancio, cedendo 14 elementi e accogliendone ben 17 nuovi. Nonostante le difficoltà crescenti, devo ringraziare i calciatori che sono rimasti concentrati solo sul calcio giocato».
In merito alle vicende legali che vedono coinvolto il club, Aronica ha mostrato fiducia nell'operato della proprietà e nella giustizia sportiva. «Il nostro presidente ha condotto una battaglia costante contro le ingiustizie che abbiamo subito. Il prossimo 21 aprile è fissato un nuovo appello e la nostra speranza è che si possa finalmente fare chiarezza, restituendo al gruppo quanto effettivamente meritato per quanto fatto vedere».
Il tecnico si è poi soffermato sulla regolarità del torneo, citando anche altre realtà colpite da sanzioni amministrative. «Nelle ultime stagioni abbiamo assistito a una Serie C tormentata da penalizzazioni che ne hanno alterato l'efficacia, basti pensare a casi come Taranto e Turris o, più recentemente, Triestina e Rimini. Questo girone resta il migliore per qualità e passione, con piazze che meriterebbero la categoria superiore come Cosenza, Salernitana e Benevento».
«È un peccato che i valori visti sul campo non corrispondano sempre alla classifica ufficiale» ha proseguito Aronica, spostando poi il focus sulla prossima sfida contro i granata campani. «Per noi si tratta della prima di tre finali. Abbiamo il peso della nostra attuale posizione e l’obbligo assoluto di muovere la classifica. Ci stiamo preparando a questa sfida come se fosse l'ultima spiaggia».
La stima per l'avversario è alta, ma non manca la determinazione per cercare l'impresa esterna. «Affrontiamo una compagine costruita con l'unico obiettivo di dominare il campionato. Conosco bene il loro valore e molti dei loro atleti, sia perché sono stati nostri obiettivi estivi, sia perché ho allenato direttamente gente come Carriero e Lescano, che considero un vero top player per queste categorie».
Aronica ha concluso ribadendo la filosofia con cui il Trapani scenderà in campo all'Arechi: «Sarà una partita estremamente complicata, ma non abbiamo altra scelta se non quella di giocarcela a viso aperto. A differenza di altri club, per noi il problema non è di natura economica, dato che il presidente è solido. Sono stati commessi errori burocratici, ma siamo certi che tra qualche mese il discorso cambierà e riavremo i punti che ci spettano. Nel frattempo, però, bisogna riformare la Serie C con regole più rigide».