«Arbitri? Ogni partita c'è un regolamento diverso»: Borras furioso dopo il pari del Perugia
Il clima in casa Perugia si fa rovente dopo il pareggio interno per 1-1 contro il Ravenna, un risultato che ha lasciato una scia di polemiche e tensioni palpabili. Al termine del confronto, il direttore generale biancorosso Hernan Garcia Borras si è presentato in sala stampa visibilmente contrariato, non tanto per la prestazione della squadra, quanto per la gestione arbitrale che, a suo dire, starebbe penalizzando pesantemente il cammino del club in questa fase del campionato.
Il dirigente ha esordito dando pieno sostegno alle lamentele del proprio allenatore, utilizzando parole forti per descrivere il senso di frustrazione che si respira all'interno della società. «Il mister ha perfettamente ragione nelle sue analisi e noi finiamo per passare per stupidi, poiché abbiamo l'impressione che ogni volta che scendiamo in campo venga applicato un regolamento differente» ha dichiarato Borras, evidenziando una disparità di trattamento che ormai non ritiene più tollerabile.
Il direttore generale ha poi richiamato alla memoria le proteste espresse da Tedesco durante la scorsa settimana, definendole una presa di posizione pubblica necessaria e condivisibile. Secondo Borras, esiste una preoccupante mancanza di uniformità nelle decisioni dei direttori di gara, che starebbe danneggiando il Perugia in diversi episodi chiave della stagione, rendendo vani gli sforzi profusi durante la settimana di allenamenti.
Entrando nel dettaglio degli episodi contestati, il DG ha tracciato un parallelismo tra quanto accaduto contro il Ravenna e i precedenti recenti. «Mi riferisco a una situazione generale» ha spiegato Borras, aggiungendo poi: «Con la Ternana abbiamo subito un fallo in una circostanza identica, mentre nelle sfide contro Ascoli e Gubbio non ci sono stati concessi dei calci di rigore solari. Io posso sbagliare nel mio lavoro quotidiano, e capisco che arbitrare sia un compito difficile, ma oggi hanno a disposizione il supporto tecnologico dell'FVS».
Nonostante l'amarezza per le decisioni arbitrali, il dirigente ha voluto ritagliare uno spazio per elogiare l'impegno della proprietà e dello staff tecnico. In particolare, ha espresso parole di grande stima per l'operato di Gaucci, sottolineando come il suo contributo sia fondamentale non solo per quanto riguarda le trattative di rafforzamento della rosa, ma anche per la gestione e la cura dei dettagli nella vita di tutti i giorni all'interno del centro sportivo.
Il discorso si è poi inevitabilmente spostato sulle dinamiche di mercato, un tema caldissimo vista l'imminente chiusura della sessione invernale. Borras ha smentito categoricamente l'idea che le operazioni in entrata e in uscita siano terminate, lasciando intendere che la dirigenza è ancora molto attiva sottotraccia per puntellare l'organico a disposizione del mister.
«Se il mercato è chiuso? Assolutamente no» ha risposto con fermezza il direttore generale. «Continueremo a impegnarci per il bene del Perugia per tutto il tempo che resta fino alla scadenza delle ore 20 di lunedì, e siamo pronti a valutare opportunità anche successivamente, qualora se ne presentassero. Il nostro impegno per questa maglia non si ferma e prosegue senza sosta».
In un momento così delicato, Borras non ha dimenticato di rivolgere un pensiero alla piazza, consapevole del malumore che serpeggia tra i sostenitori umbri per una classifica che non rispecchia le ambizioni iniziali. «Provo un profondo dispiacere per il periodo che stiamo attraversando e soprattutto per i nostri tifosi che meritano ben altro. Noi però non ci arrendiamo e continuiamo a lavorare sodo per uscire da questa situazione».
Infine, il dirigente ha voluto fare chiarezza su una delle voci più insistenti che circolano negli ultimi giorni riguardo a un possibile arrivo imminente. Alla domanda specifica sulla trattativa per Giunti, Borras è stato laconico ma estremamente chiaro, frenando gli entusiasmi e spegnendo, almeno momentaneamente, le indiscrezioni: «Per quanto riguarda Giunti, non è ancora un affare concluso».