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Antonio Buscé rompe il silenzio sul futuro al Cosenza: «Anche il silenzio della società è un segnale»

di Redazione Notiziario del Calcio

Come riportato sulle pagine della Gazzetta del Sud, il tecnico Antonio Buscé ha tracciato un bilancio conclusivo della sua esperienza sulla panchina rossoblù, analizzando senza filtri quanto accaduto nel corso dell'annata appena archiviata.

L’allenatore ha espresso con chiarezza il proprio pensiero sull’andamento del percorso sportivo intrapreso, evidenziando come la valutazione debba necessariamente considerare l’intera stagione e non limitarsi esclusivamente agli ultimi eventi.

«Si è fatta un’annata molto importante, sotto tanti punti di vista e il bilancio resta positivo, credo sia sotto l’occhio di tutti», ha sottolineato il tecnico, ribadendo l’impegno profuso dal suo intero staff durante tutto il campionato.

Inevitabile tornare a parlare della dolorosa sconfitta contro il Casarano, un episodio che ha segnato profondamente la chiusura del percorso tecnico di Buscé, lasciando l'amaro in bocca per la dinamica del match.

«Dispiace, soprattutto per come si era messa nei primi quaranta minuti. La squadra aveva approcciato bene, dando la sensazione di poter controllare la partita. Poi però il calcio sa essere crudele: sbagli, vieni punito e cambia tutto», ha spiegato con rammarico l'ex guida tecnica dei silani.

Il mister ha poi individuato nel gol subito il punto di rottura psicologica che ha condizionato il prosieguo della gara, riflettendo su come gli episodi mentali siano determinanti nel calcio moderno.

«Dopo il primo gol incassato, il Cosenza ha perso certezze e lucidità, lasciando spazio agli avversari. Quando prendi un colpo del genere, la testa fa la differenza. È lì che si decide una partita e forse anche una stagione. Ci siamo disuniti proprio nel momento in cui serviva restare compatti», ha aggiunto Buscé.

Il tecnico ha voluto anche affrontare le questioni riguardanti la gestione del gruppo e le dinamiche emerse nelle ultime settimane di campionato, difendendo le proprie scelte strategiche.

«Le decisioni spettano all’allenatore e devono essere rispettate. Fa parte del calcio, ci sono giocatori che le accettano con serenità e altri che magari fanno più fatica, ma il mio ruolo impone anche questo tipo di responsabilità per il bene della squadra», ha dichiarato con fermezza.

Infine, Buscé ha commentato l'attuale situazione contrattuale, sottolineando con amarezza il comportamento del club, che sembra aver preso le distanze dal progetto tecnico precedentemente avviato.

«Non mi sono incontrato con nessuno e non mi hanno più chiamato. Anche il silenzio è un segnale», ha concluso amaramente l'allenatore, evidenziando il distacco venutosi a creare tra la sua figura professionale e la dirigenza.


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