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Antonini furioso contro la sentenza: «È qualcosa di incredibile, ci hanno dato punti di penalizzazione per un motivo già sospeso»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il panorama calcistico trapanese è stato scosso da una nuova decisione del Tribunale Federale che ha inasprito la situazione della compagna granata, aggiungendo ulteriori cinque punti di penalizzazione al fardello già pesante che la squadra sta trascinando in questa stagione. Nonostante il colpo durissimo alle ambizioni della società, il presidente Valerio Antonini ha voluto reagire immediatamente, cercando di trasmettere un segnale di resilienza a tutto l’ambiente sportivo.

Il numero uno del club ha analizzato il verdetto cercando di scorgere un raggio di luce in un momento estremamente buio per i colori granata, concentrandosi sulla sopravvivenza stessa della società. «L'elemento di importanza primaria era evitare che la compagine venisse estromessa definitivamente dalla competizione agonistica» ha esordito il patron, visibilmente sollevato dal fatto che il titolo sportivo non sia stato cancellato.

Secondo la visione del presidente, finché il campo permetterà di lottare, la speranza di raddrizzare la situazione rimarrà intatta, confidando anche nei successivi gradi di giudizio per ammorbidire la sanzione. «Questo scenario non si è verificato e rappresenta il dettaglio di maggior rilievo, poiché per tentare di recuperare i punti sottratti avremo tutto il tempo necessario nelle sedi opportune» ha precisato con fermezza.

Antonini ha poi voluto rassicurare la piazza sulla continuità del progetto, escludendo rischi di sparizione anche in vista dei prossimi passaggi burocratici che attendono il club siciliano. «Non siamo stati radiati dal torneo attuale e non potranno procedere in tal senso nemmeno in occasione del prossimo deferimento che ci vedrà coinvolti» ha sottolineato il massimo dirigente, provando a spegnere le voci più allarmistiche.

Tuttavia, il presidente non ha risparmiato critiche durissime verso la natura della sentenza, definendosi profondamente colpito dalle motivazioni che hanno portato a tale verdetto. Il cuore della protesta risiede nella ripetitività delle sanzioni per la medesima fattispecie burocratica. «Dei venti punti complessivi che ci sono stati tolti, ben sedici sono riconducibili alla stessa identica motivazione, ovvero la pendenza con l’Agenzia delle Entrate» ha spiegato.

Il patron granata ha manifestato tutto il suo sconcerto per quello che ritiene un corto circuito tra la giustizia sportiva e quella ordinaria, che starebbe penalizzando oltremodo la sua gestione. «Rimango sinceramente scioccato da tutto questo: ritengo inammissibile che si faccia finta di nulla di fronte al fatto che la ragione di queste penalità sia stata sospesa da una Corte di Giustizia Tributaria» ha tuonato Antonini.

Per il presidente si tratta di una situazione paradossale che mette a dura prova la programmazione societaria, definendo quanto sta accadendo come un evento fuori da ogni logica sportiva e giuridica. «Si tratta di qualcosa di veramente incredibile» ha ribadito con forza, manifestando la volontà di non accettare passivamente quella che considera un'ingiustizia palese ai danni del territorio trapanese.

In chiusura, il patron ha voluto rivolgere un accorato appello al cuore del tifo organizzato e a tutta la cittadinanza, chiedendo un atto di fede per tentare un'impresa sportiva che avrebbe del miracoloso. «In questo momento complicato sentiamo il bisogno che i sostenitori più autentici si stringano con calore attorno ai calciatori e allo staff» ha dichiarato il numero uno della società granata.

L'obiettivo è quello di trasformare la rabbia per le sentenze in energia positiva da scaricare sul rettangolo verde per scalare una classifica che oggi appare quasi insormontabile. «Dobbiamo fare blocco unico, puntare a conquistare il maggior numero di successi e tentare in ogni modo di mantenere la categoria per salvare questa realtà storica» ha proseguito il presidente nel suo discorso motivazionale.

La strada verso la salvezza, alla luce dei nuovi provvedimenti, richiederà uno sforzo atletico e mentale senza precedenti, stravolgendo i piani iniziali della dirigenza. «Con questo cumulo di penalizzazioni saremo costretti a disputare, da qui alla fine del torneo, un cammino diametralmente opposto rispetto alle aspettative che avevamo nutrito ai blocchi di partenza» ha concluso Valerio Antonini.


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