Alcione, si riparte da Cusatis: il tecnico verso la conferma
Il pareggio per zero a zero sul campo del Lumezzane, al Tullio Saleri, ha chiuso definitivamente le porte dei playoff all'Alcione Milano. Un risultato che, complice la migliore posizione in classifica dei bresciani, ha spento le ambizioni della squadra orange nella fase finale della stagione. Eppure, a poco più di ventiquattr'ore dal fischio finale, in casa Alcione si guarda già avanti.
Il punto di partenza della riflessione sul futuro è Giovanni Cusatis. L'allenatore, protagonista indiscusso dell'ultima annata, non ha ancora rinnovato ufficialmente il proprio mandato sulla panchina arancione, ma la sua permanenza rappresenta uno scenario concreto e accreditato. A sostenerlo è la fiducia che il presidente Giulio Gallazzi non ha mai smesso di manifestare nei suoi confronti: un legame costruito nel tempo, capace di resistere anche alla delusione di un'eliminazione bruciante.
Le stesse parole pronunciate da Cusatis nel post-partita sembrano tracciare la strada verso una continuità. Senza sbilanciarsi, il tecnico ha inquadrato la stagione con equilibrio e proiettato lo sguardo in avanti: «Guardo l'Alcione di oggi e vedo una crescita importante dopo cinque anni di lavoro. Nonostante il rammarico per i punti persi nell'ultimo mese e mezzo, che ci avrebbero garantito una classifica migliore, questa stagione resta straordinaria. Dobbiamo crescere ancora sotto l'aspetto mentale e della convinzione, ma il nostro dna ci impone di alzare l'asticella: questo è solo il punto di partenza per riprovarci l'anno prossimo con ancora più forza».
Un messaggio che, pur nella prudenza del momento, profuma di continuità e di un progetto che non si considera esaurito. Nelle prossime settimane la società inizierà a tirare le somme di un'annata intensa, valutando con attenzione ogni scelta in vista della prossima stagione. La sensazione è che la rosa non subirà stravolgimenti profondi: si lavorerà piuttosto con interventi mirati, chirurgici. In cima alla lista delle priorità figura il rafforzamento del reparto offensivo, con la ricerca di un attaccante capace di garantire continuità realizzativa — quella qualità che, nei momenti decisivi, può fare la differenza tra un campionato ordinario e uno straordinario.