Terremoto a Bari: nel mirino l’impero Matarrese, sequestro shock da oltre 7 milioni
Un nuovo capitolo giudiziario scuote profondamente una delle famiglie più note del panorama imprenditoriale barese. La Guardia di Finanza di Bari ha infatti proceduto al sequestro di quote societarie per un valore complessivo che supera i 7,3 milioni di euro nei confronti della Imco. Questa realtà aziendale è direttamente riconducibile alla famiglia Matarrese, storica dinastia di costruttori che ha segnato l'economia del capoluogo pugliese.
Nello specifico, i beni posti sotto sequestro appartengono all'ingegnere Salvatore Matarrese, di 64 anni. La vicenda ha assunto contorni ancora più pesanti con l'intervento della Procura, che ha avanzato la richiesta di arresti domiciliari non solo per lo stesso Salvatore Matarrese, ma anche per Amato Matarrese, Nicola Locuratolo e Marco Mandurino.
Per questi soggetti è già stato notificato un avviso per l'interrogatorio preventivo, un passaggio procedurale fondamentale. Sarà solo al termine di questo confronto che il giudice incaricato prenderà una decisione definitiva sull'eventuale applicazione della custodia cautelare richiesta dagli inquirenti.
L'inchiesta non risparmia altri volti noti del casato, coinvolgendo anche l'ottantaseienne Antonio Matarrese. Quest'ultimo, figura di spicco a livello nazionale per i suoi trascorsi come parlamentare e come storico presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio, risulta iscritto nel registro degli indagati in virtù dei suoi passati ruoli amministrativi nel gruppo.
A differenza degli altri profili coinvolti, per l'ex numero uno della FIGC la Procura non ha ritenuto necessario richiedere la misura restrittiva dei domiciliari. Resta tuttavia alta l'attenzione mediatica e giudiziaria su una vicenda che tocca i vertici di un impero economico storico, con accuse che hanno portato a un blocco patrimoniale di enorme portata.