.

Stupro di gruppo, il giorno del giudizio per Portanova: tra dichiarazioni choc e richiesta di condanna

di Redazione Notiziario del Calcio

Il mondo del calcio e la cronaca giudiziaria tornano a incrociarsi a Firenze, dove la Corte d’Appello è chiamata a emettere un verdetto pesantissimo nei confronti di Manolo Portanova. Il centrocampista della Reggiana, venticinquenne con un passato nelle fila del Genoa, attende di conoscere il proprio destino in merito all'accusa di violenza sessuale di gruppo.

La vicenda al centro del processo risale alla fine di maggio del 2021, quando una studentessa denunciò gli abusi subiti in un'abitazione nel centro storico di Siena. Insieme al calciatore, nel procedimento sono coinvolte altre tre persone, tra cui un parente stretto dell'atleta, tutti presenti quella notte nei pressi di Piazza del Campo.

Il primo grado di giudizio si era concluso con una decisione durissima da parte del Tribunale di Siena, che aveva condannato Portanova a sei anni di reclusione. Lo scorso 2 marzo, la Procura generale ha chiesto ufficialmente che tale sentenza venga confermata integralmente anche in questo secondo passaggio processuale.

L'udienza decisiva si sta svolgendo in un clima di estrema riservatezza, rigorosamente a porte chiuse. Durante la mattinata, il giocatore ha scelto di rompere il silenzio rendendo alcune dichiarazioni spontanee davanti ai giudici, descrivendo il forte impatto che questa vicenda sta avendo sulla sua vita privata e sulla sua attività agonistica.

Subito dopo le parole dell'imputato, la difesa ha preso la parola per l'arringa finale, ribadendo con forza l'innocenza del ragazzo e chiedendo l'assoluzione piena. All'esterno del tribunale fiorentino, l'attesa è vissuta con evidente apprensione dai familiari del calciatore, a partire dal padre Daniele, noto ex difensore di Serie A.

La famiglia ha sempre fatto scudo attorno a Manolo, sostenendo con decisione la sua totale estraneità rispetto alle accuse mosse dalla vittima. In aula sono presenti anche i rappresentanti legali delle associazioni che si occupano di tutela delle donne, costituitisi parte attiva nel processo sin dalle prime fasi.

Il verdetto, atteso a breve, rappresenta uno spartiacque definitivo non solo per la libertà personale di Portanova, ma anche per il suo futuro sui campi da gioco. Una conferma della condanna aggraverebbe ulteriormente una posizione già estremamente compromessa agli occhi dell'opinione pubblica e delle istituzioni sportive.

Si attendono ora soltanto le comunicazioni ufficiali provenienti dalla camera di consiglio, che metteranno un punto, almeno in questa sede, a una delle pagine più buie e discusse che hanno coinvolto un giovane talento del calcio italiano negli ultimi anni.


Altre notizie
PUBBLICITÀ