Spezia: 27 giocatori sul mercato e stipendi dimezzati, è rivoluzione totale
Il drammatico epilogo della stagione dello Spezia, culminato con la retrocessione dello scorso 8 maggio, impone ora alla società un cambiamento radicale dei propri quadri tecnici e atletici. Il fallimento sportivo maturato sul campo non lascia spazio a soluzioni intermedie: l’unica via percorribile per ritrovare l’entusiasmo necessario alla ripartenza è quella di una ricostruzione quasi integrale della rosa. Riproporre nell'annata che verrà quegli elementi che hanno ormai concluso il loro ciclo in maglia bianca sarebbe un errore difficile da giustificare davanti a una piazza ancora scossa dal recente passo indietro.
Proprio la mancata innovazione dell'organico era stata la causa dei problemi passati, quando nel 2023 si scelse di non rinnovare profondamente il gruppo dopo la discesa dalla Serie A. Quell'errore portò i tecnici Alvini e D’Angelo a gestire una squadra scarica e priva di stimoli, capace di salvarsi solo all'ultimo respiro nella scorsa stagione. Oggi, il presidente Charlie Stillitano è intenzionato a non ripetere quegli sbagli e sta già lavorando con i propri collaboratori americani per definire le linee guida del nuovo corso.
La necessità di una vera e propria rifondazione non è dettata solo da ragioni motivazionali, ma anche da stringenti esigenze di bilancio. Attualmente lo Spezia vanta ben ventisette calciatori sotto contratto, un numero eccessivo e oneroso per la terza serie. Inoltre, dalla prossima stagione entrerà in vigore la "salary cup", che limiterà il monte ingaggi complessivo al 50% del valore della produzione del club, rendendo obbligatorio un taglio netto agli stipendi attuali, che risultano fuori parametro per la categoria.
Il compito di attuare questo "reset" spetterà al nuovo direttore sportivo che verrà individuato ufficialmente nei prossimi giorni. La sfida sarà complessa, poiché per molti giocatori senza mercato si dovrà probabilmente ricorrere alla risoluzione onerosa dei contratti, operazione che comporterà costi iniziali non indifferenti. In questo senso, il club potrà contare solo parzialmente sul paracadute previsto per la retrocessione, quantificato in circa 1,5 milioni di euro.
Attualmente, tra i profili ancora legati alla società con accordi pluriennali figurano i portieri Mascardi e Sarr, oltre a una nutrita schiera di difensori tra cui spiccano i nomi di Mateju, Cistana, Vignali, Hristov e Aurelio. Anche a centrocampo e in attacco la lista è lunga, comprendendo atleti come Bandinelli, Cassata, Zurkowski, Nagy, oltre a punte del calibro di Soleri, Antonucci, Di Serio e Verde. Quasi tutti i tesserati hanno scadenze fissate tra il 2027 e il 2028, rendendo la manovra di sfoltimento una vera e propria partita a scacchi diplomatica.
Nel frattempo, l'atmosfera in città rimane estremamente tesa, con i tifosi che non hanno nascosto il proprio disappunto attraverso messaggi di contestazione apparsi nelle piazze principali. Sebbene non sia ancora arrivato il comunicato ufficiale di fine attività, la società ha valutato attentamente se far proseguire gli allenamenti la prossima settimana. Trattandosi di un diritto del club, visto che i contratti scadono formalmente il 30 giugno, la decisione finale dovrà bilanciare la necessità di professionalità con la sicurezza degli atleti in un clima ambientale divenuto rovente.