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Senti Bovo: «Con il Pescara non si può perdere, un punto basta per la salvezza»

di Nicolas Lopez

La vittoria contro l'Empoli ha riaperto i giochi e restituito al Padova il controllo del proprio destino. Ma la strada verso la salvezza resta stretta, e ogni passo falso potrebbe rivelarsi fatale. A tracciare un quadro lucido della situazione è Andrea Bovo, ex centrocampista biancoscudato, intervistato da Il Gazzettino.

«Ho visto la partita vinta con l'Empoli, grazie alla quale la squadra si è messa nelle condizioni di decidere il suo destino», esordisce Bovo, che non nasconde però una certa preoccupazione per quanto accaduto nel turno precedente. «Certo, un pareggio con l'Entella avrebbe fatto comodo mentre adesso i rischi sono maggiori».

Il punto di svolta sarà la sfida di venerdì contro il Pescara, una gara che l'ex centrocampista descrive senza mezzi termini come decisiva per gli avversari. «La sfida di venerdì è da ultima spiaggia per il Pescara», sottolinea Bovo, che da questa premessa ricava un monito preciso per i biancoscudati: «Il Padova dovrà avere la forza di resistere al primo impatto per poi provare a vincere la gara con intelligenza».

La gestione emotiva e tattica dell'incontro, secondo Bovo, sarà determinante. I tifosi del Padova sperano in una prestazione che possa chiudere anzitempo ogni discorso legato alla permanenza in categoria, e l'ex giocatore concorda su questo obiettivo: «Il discorso salvezza va chiuso in casa per evitare di giocare con la paura la successiva gara con il Cesena, che tra l'altro è in corsa per i playoff».

Sul piano aritmetico, Bovo si mostra ottimista ma non imprudente. Alla domanda su quanti punti siano ancora necessari per dormire sonni tranquilli, la risposta è netta: «Penso che ne basti un altro». Tuttavia, aggiunge subito un avvertimento: «Con il Pescara non deve perdere, altrimenti tutto si complica».

Bovo spende poi alcune parole su Roberto Breda, tecnico del Pescara, con cui ha avuto modo di incrociare i percorsi professionali. «Conosco Breda perché ha bazzicato molto a Salerno. L'anno scorso ero in Primavera e lui per un periodo ha allenato la prima squadra, ho avuto così modo di incontrarlo». Un giudizio rispettoso, quello riservato all'allenatore avversario: «È un allenatore che sa preparare le partite, poi però in campo vanno i giocatori».

Un promemoria, quest'ultimo, che vale per entrambe le squadre: la qualità del lavoro in settimana conta, ma venerdì sarà il rettangolo di gioco a emettere il suo verdetto.


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