Sebastiani dopo Padova: «Il rigore di Russo? Vi spiego perché non l'ha tirato Insigne. Ora dobbiamo solo vincere»
Il Pescara esce sconfitto di misura dalla trasferta di Padova e il presidente Daniele Sebastiani, intervenuto ai microfoni di Rete8 nel post partita, ha analizzato con amarezza il momento della squadra. Il numero uno biancazzurro ha voluto fare chiarezza su alcuni episodi chiave del match, ribadendo comunque la volontà di non arrendersi nonostante una classifica che si fa sempre più complicata.
«Siamo ancora gli unici artefici del nostro destino, anche se è innegabile che nelle ultime uscite abbiamo lasciato troppi punti preziosi per strada. Purtroppo, la fortuna non ci ha assistito durante le gare e in questa stagione non ne è andata bene davvero nemmeno una. Nonostante tutto, rimane ancora un piccolissimo spiraglio per noi» ha esordito il patron della società adriatica.
«Il nostro dovere è giocarcela fino all'ultimo istante, ma è chiaro che d'ora in avanti dobbiamo necessariamente vincere. Abbiamo assistito a risultati particolari e il mio pensiero è andato nel verso sbagliato. In questa partita, poi, siamo stati colpiti subito dagli infortuni, dato che nei primi venti minuti abbiamo perso Di Nardo per un problema fisico» ha proseguito Sebastiani commentando le difficoltà incontrate sul campo.
Proprio riguardo alle condizioni degli infortunati e alla scelta del rigorista, il presidente ha fornito dettagli precisi per spegnere le polemiche. «Di Nardo ha subito un colpo molto forte alla schiena e non era più nelle condizioni di correre. Per quanto riguarda il penalty, perché ha calciato Russo? La verità è che Insigne aveva un problema al ginocchio e non se la sentiva di prendersi questa responsabilità».
«Russo invece voleva calciarlo a tutti i costi, il ragazzo si sentiva sicuro di tirare il rigore in quel momento. Credo che questa squadra abbia comunque dato tutto quello che aveva, riuscendo in passato a recuperare uno svantaggio enorme. È un peccato, perché se non avessimo perso punti in precedenza, a quest'ora saremmo potuti essere già al mare tranquilli» ha aggiunto con un pizzico di rammarico.
Sebastiani ha poi allargato l'analisi alla difficoltà complessiva di un campionato di Serie B che non concede sconti a nessuno. «I rimpianti esistono, ma bisogna anche riconoscere il valore degli avversari, che sono squadre molto ben organizzate. Nel corso del secondo tempo siamo stati capaci di prendere le misure, ma come avete notato anche quest'anno la categoria non finisce mai di stupire e non ci sono verdetti scontati».
«È un campionato diventato difficilissimo, basti pensare che dietro di noi in classifica si trovano realtà come Spezia e Reggiana che hanno proprietà estremamente importanti alle spalle. Capite bene quanto sia complicato, soprattutto per una formazione neopromossa, riuscire a mantenere certi ritmi. Probabilmente abbiamo pagato a caro prezzo, in termini di energia, la grande rincorsa fatta» ha sottolineato il presidente.
In chiusura, un messaggio rivolto al futuro e alla stabilità del club nonostante le critiche dell'ambiente. «La società ci sarà sempre, così come è stata presente in questi diciotto anni di gestione. Ora non ci resta che stringere i denti per questo finale di stagione, cercando di sfruttare quell'ultima possibilità che la matematica ci concede ancora» ha concluso Daniele Sebastiani.