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Sampdoria, tegola Esposito: l'esito degli esami è peggiore del previsto

di Redazione Notiziario del Calcio

Il tardo pomeriggio di ieri ha portato con sé notizie poco rassicuranti per l'ambiente blucerchiato, con la pubblicazione del report medico relativo alle condizioni di Salvatore Esposito. Il calciatore si è dovuto sottoporre a un nuovo ciclo di accertamenti clinici per valutare l'entità del fastidio muscolare accusato recentemente. Purtroppo, l'esito dei test diagnostici ha confermato i timori della vigilia, evidenziando una lesione di primo-secondo grado localizzata all'inserzione distale del retto femorale della gamba sinistra. Un infortunio di non lieve entità che costringe lo staff tecnico a rivedere i piani per il prossimo mese di gare ufficiali.

Le proiezioni sui tempi di recupero indicano una sosta forzata per il giocatore di almeno trenta giorni. Si tratta di un periodo di stop significativo, durante il quale Esposito dovrà osservare un riposo assoluto dall'attività agonistica prima di poter iniziare la fase di riatletizzazione. Questo lasso di tempo comporterà la sua assenza in una serie di appuntamenti cruciali per la classifica della Sampdoria. Il calciatore non potrà infatti essere a disposizione per i delicati confronti che vedranno i liguri opposti a Catanzaro, Spezia, Modena, Palermo e Padova, privando la squadra di una pedina importante proprio in una fase calda del torneo.

Attualmente, il percorso di riabilitazione è già stato tracciato dai sanitari del club. Salvatore Esposito è stato immediatamente affidato alle cure dello staff medico blucerchiato, che ha già dato il via ai protocolli terapeutici necessari per favorire la cicatrizzazione della lesione muscolare. L'evoluzione dell'infortunio sarà seguita passo dopo passo attraverso monitoraggi costanti, utili a capire se il rientro in campo potrà avvenire rispettando la tabella di marcia iniziale o se sarà necessaria ulteriore cautela. Nel frattempo, mister e compagni dovranno fare i conti con un'assenza pesante, cercando soluzioni alternative per mantenere alta la competitività della formazione titolare.


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