Sampdoria, rivoluzione in corso: via Invernizzi e Mancini, la piazza insorge
La settimana appena trascorsa ha segnato un'ulteriore svolta nella gestione della Sampdoria. Il processo di ristrutturazione avviato dal proprietario Joseph Tey, condotto operativamente da Nathan Walker e dal CEO dell'area sport Jesper Fredberg, ha prodotto nuove importanti uscite: Giovanni Invernizzi, coordinatore dell'area tecnica, e Andrea Mancini, direttore sportivo, hanno lasciato il club genovese.
Si tratta dell'ennesimo capitolo di una rivoluzione che nelle ultime settimane aveva già portato al cambio di ruolo di Attilio Lombardo, retrocesso a semplice collaboratore, e agli addii di Massimo Ienca e Raffaele Fiorella. Un ridisegno complessivo dell'organigramma che non sta lasciando indifferente la tifoseria.
Il malcontento sugli spalti e fuori dallo stadio è palpabile. Invernizzi e Mancini non erano figure qualunque: il primo rappresentava un elemento di continuità con la tradizione tecnica del club, il secondo è figlio di Roberto Mancini, l'allenatore che ha guidato la Nazionale italiana alla vittoria del Campionato Europeo. A questi si sommano i nomi di Lombardo, bandiera di quella Sampdoria che tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta ha scritto pagine memorabili della storia del calcio italiano ed europeo. La loro progressiva uscita di scena viene percepita dai sostenitori come un impoverimento dell'identità blucerchiata, di quella "Sampdorianità" che rappresenta un patrimonio culturale e sportivo difficilmente quantificabile.
Eppure, al di là del valore simbolico, i tifosi lamentano anche l'allontanamento di professionisti che avevano dimostrato concretamente il proprio valore. La gestione della sessione invernale di mercato, mirata e oculata, era riuscita a correggere le storture di una campagna acquisti estiva giudicata deludente e impostata in larga misura su criteri algoritmici. Il risultato era stato la salvezza in Serie B, un obiettivo tutt'altro che scontato a metà stagione.
Ora la domanda che circola negli ambienti sampdoriani riguarda il futuro assetto della dirigenza sportiva. Per il ruolo di responsabile dell'area mercato, secondo le indiscrezioni più accreditate, il profilo in pole position sarebbe quello di Américo Branco, ex dirigente del Vittoria Sittard. Una scelta che, qualora confermata, rafforzerebbe ulteriormente l'impronta internazionale imposta dalla nuova proprietà.
Nel frattempo, i numeri raccontano di un investimento significativo: Joseph Tey ha immesso nel club oltre 155 milioni di euro nel corso degli ultimi tre anni. Una cifra considerevole, i cui risultati sportivi non hanno però corrisposto alle aspettative, alimentando ulteriormente il dibattito tra i sostenitori su quale direzione stia prendendo la società.