Sampdoria, mister Gregucci: «Non vado alla sagra del masochista, su Esposito ho sentito di tutto»
Il tecnico della Sampdoria, Angelo Gregucci, ha affrontato i microfoni alla vigilia di una gara che pesa come un macigno per il futuro della stagione blucerchiata. L'allenatore ha voluto fare chiarezza su alcuni punti che hanno infiammato il dibattito mediatico negli ultimi giorni, partendo proprio dalla gestione degli infortunati e dalle scelte tattiche obbligate dalla sorte e dal calendario, mantenendo sempre un profilo di grande onestà intellettuale.
Uno dei temi centrali ha riguardato l'assenza di Salvatore Esposito e la ricerca di un sostituto all'altezza nel cuore del centrocampo. Gregucci ha ammesso apertamente che le caratteristiche del calciatore sono uniche all'interno della rosa, rendendo quasi impossibile trovare un sostituto speculare per qualità di palleggio e visione di gioco, pur individuando in Ricci l'uomo più vicino a determinati compiti.
«Penso che per gestione della palla, per imbucata e per piazzata non ci sia un alter ego di Esposito. È un giocatore con qualità differenti dagli altri. Per gestione e per passaggi chiave è Ricci», ha spiegato l'allenatore, approfittando del momento per rispondere con fermezza alle illazioni circolate sulle condizioni fisiche del centrocampista e sulla presunta superficialità del club nella sua gestione medica.
Gregucci ha rigettato con forza l'idea che il giocatore sia stato schierato in condizioni precarie, difendendo l'operato dello staff sanitario e la professionalità del ragazzo. «Non vado alla sagra del masochista. Ho sentito di tutto su Esposito, che era già rotto, ma non è così. Noi facciamo le valutazioni col comparto medico, con il ragazzo e con la sua disponibilità», ha puntualizzato, sottolineando come l'entità dell'infortunio non fosse assolutamente prevedibile.
Il discorso si è poi spostato sulle dinamiche di un mercato invernale che sta vivendo i suoi ultimi, frenetici giorni. La Sampdoria sta cercando di rinforzarsi con elementi come Di Pardo e Palma, ma Gregucci ha confessato di preferire la stabilità del campo al caos delle trattative, pur lavorando in stretta sinergia con la dirigenza per individuare i profili funzionali alla sua idea di calcio.
«È un momento di concitazione che vale per noi ma anche per gli altri. Io ora lo farei fermare il mercato. Chiunque acquistiamo è analizzato sia dal comparto tecnico che dai direttori. Stiamo prendendo giocatori con caratteristiche importanti», ha dichiarato il mister, ponendo l'accento sul fatto che la cadetteria richieda prima di tutto una grande solidità atletica e un temperamento battagliero per poter emergere.
Secondo Gregucci, la Serie B è un campionato che non perdona chi pecca di flemma, motivo per cui i nuovi innesti dovranno calarsi immediatamente in una realtà dove l'agonismo è la base di ogni prestazione. «La Serie B ti impone di essere agonisticamente forte. Per le valutazioni finali io aspetterei ancora fino a lunedì», ha aggiunto, rimandando ogni giudizio definitivo alla chiusura delle trattative e al responso del terreno di gioco.
In vista della sfida contro lo Spezia, resta alta la curiosità sulla possibile convivenza tra due calibri da novanta come Brunori e Coda. Il tecnico non ha voluto svelare i propri piani, puntando l'attenzione non tanto sul numero degli attaccanti, quanto sull'intensità complessiva che la squadra saprà mettere in campo per contrastare l'avversario e portare a casa un risultato positivo.
«Al di là delle due punte o dell'unica punta, cercheremo di valutare le condizioni nostre e l'avversario per poter fare una partita intensa, di qualità, fisicamente molto robusta», ha commentato Gregucci, ricordando che nel calcio moderno l'apporto dei subentranti è fondamentale quanto quello dei titolari. Per l'allenatore, l'efficienza degli undici iniziali deve essere completata dalla capacità dei cinque cambi di determinare le sorti dell'incontro.
La ricerca dell'equilibrio perfetto resta il compito quotidiano di Gregucci, che osserva attentamente ogni allenamento per capire quale combinazione di giocatori possa garantire la massima resa. «Stiamo valutando giorno per giorno per vedere quale sarà la migliore formazione o vedere con quale equilibrio si ottiene il miglior risultato», ha concluso, ribadendo che la priorità assoluta è la compattezza di un collettivo chiamato a rispondere presente in un derby caldissimo.