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Reggiana nel baratro, Bisoli avverte i suoi: «Chi vuole restare con me deve lottare»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il tecnico della Reggiana, Pierpaolo Bisoli, è intervenuto con estrema durezza nel post-partita della sfida persa contro il Pescara, non nascondendo l'insoddisfazione per l'approccio dei suoi uomini: «La prima frazione di gara è stata letteralmente imbarazzante. Mi prendo la totale responsabilità di una prestazione che definire brutta è poco, non siamo riusciti a vincere nemmeno un contrasto e ci siamo fatti gol da soli».

«Potevamo subirne altri due o tre nel giro di pochi minuti, non si è visto nulla di ciò che sono io e di quello che desidero trasmettere quotidianamente alla squadra. Fortunatamente dopo il raddoppio avversario ho finalmente visto la mia Reggiana, con trenta minuti di ottimo livello in cui avremmo potuto persino pareggiarla».

Nonostante la reazione tardiva, l'allenatore chiede un cambio di passo immediato sotto il profilo caratteriale: «Quei trenta minuti finali sono stati belli, ma purtroppo non bastano per portare a casa i punti. Dobbiamo assolutamente ripartire da lì, ma la squadra ha l'obbligo di scuotersi di dosso una paura che in questo momento è fin troppo evidente».

«Ho detto chiaramente ai ragazzi che chi ha intenzione di stare dentro lo spirito di quei trenta minuti conclusivi resterà al mio fianco, altrimenti sono pronto ad allenarmi anche solo con quattordici elementi pur di tenere la fiammella accesa fino al termine della stagione. L'obiettivo deve restare quello di agganciare i playout».

Bisoli ha poi spiegato le sue scelte tattiche e la gestione dei singoli durante i novanta minuti: «Non me la sono sentita di stravolgere tutto o fare cambi dopo appena venti minuti perché non volevo mortificare nessuno, nonostante fossi il primo colpevole della situazione. Durante l'intervallo ho inserito tre forze fresche e la squadra è rifiorita».

«Forse, come suggerite, dovrei dare più spazio a Reinhart che ha caratteristiche diverse e può darci molto. Charlys e Belardinelli oggi sembravano molto affaticati e facevano fatica a coprire il campo con la giusta cattiveria. In campo abbiamo sofferto la personalità di un campione come Insigne, non riuscendo ad applicare quanto preparato in settimana».

Sul fronte fisico e psicologico, l'analisi del mister non lascia spazio a dubbi: «Non stiamo benissimo per quella che è la mia idea di calcio, nel primo tempo eravamo passivi e mancava la gamba per arrivare sul pallone. È un problema di personalità: sullo zero a zero la gara era in equilibrio, poi dopo il gol subito siamo andati totalmente in barca e questo mi preoccupa».

«Il calciatore l'ho fatto anche io e so bene cosa significhi essere attanagliati dal timore quando sei nei bassifondi della classifica, ma voglio vedere più rabbia agonistica. I giocatori sembravano rifiutare il contatto fisico, poi fortunatamente qualche cambio ha dato la scossa necessaria alla manovra».

Infine, un pensiero è andato al confronto avuto con la tifoseria al termine del match: «L'allenatore ha il dovere di prendersi i rimproveri e gli insulti quando le cose vanno male. Sono andato sotto la curva per spiegare che voglio portare la Reggiana alla salvezza tramite i playout e che il traguardo è ancora alla nostra portata».

«Domenica prossima dobbiamo scendere in campo per vincere, con le buone o con le cattive. Dobbiamo rimboccarci le maniche e onorare l'impegno preso con noi stessi e con i nostri sostenitori. Mi porto via le giuste indicazioni da Lambourde e Reinhart, pronti a mettere insieme i cocci di questa sconfitta per ripartire subito con un altro spirito».


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