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Reggiana, il dolore di Romano Amadei: «Retrocessione surreale, ora prendiamo questo schiaffo come una lezione»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il giorno dopo la caduta ufficiale della Reggiana in Serie C, il patron Romano Amadei ha deciso di analizzare il momento critico vissuto dal club granata. Nonostante il successo ottenuto nell'ultimo turno contro la Sampdoria, il clima in casa emiliana è tutt'altro che festoso, segnato da una retrocessione che l'azionista di riferimento fatica ancora a metabolizzare pienamente per le modalità con cui è maturata.

«Un epilogo quasi surreale: abbiamo vinto la partita, ma eravamo tutti tristi», ha ammesso con estrema franchezza Amadei commentando i minuti successivi al fischio finale. Il patron ha poi aggiunto che «purtroppo la nostra sorte dipendeva dai risultati degli altri. Le speranze erano poche ed è andata male. Prendiamo questo risultato come una lezione», invitando tutto l'ambiente a non cercare giustificazioni facili per quanto accaduto sul campo.

Sul fronte della gestione societaria, Amadei ha voluto tutelare l'operato del presidente, evitando di puntare il dito contro i vertici: «Non posso criticare Salerno, i soldi li ha spesi anche lui. Del suo futuro ne parleremo insieme quando ci incontreremo nel mio chalet a Lentigione la prossima settimana», ha spiegato, rimandando ogni decisione definitiva a un confronto privato che servirà a tracciare le linee guida della prossima stagione.

Non è mancato un passaggio piuttosto critico nei confronti delle recenti manifestazioni di dissenso da parte della tifoseria organizzata, in particolare per quanto riguarda l'uso di materiale pirotecnico. «Non voglio attaccare nessuno, gli voglio bene, ma non mi è piaciuta la contestazione», ha dichiarato Amadei, ricordando gli sforzi fatti per portare gente allo stadio con prezzi popolari.

«Abbiamo deciso di mettere un prezzo simbolico al biglietto per avere più gente possibile allo stadio. Tante volte ho parlato di problemi economici, ma con il lancio di fumogeni ci arriverà una multa salata», ha lamentato il patron, lanciando anche un monito su quanto pesino certi comportamenti: «Poi chissà cosa sarebbe successo se quel gruppo di tifosi non avesse bisticciato con quelli del Modena: forse avremmo avuto la nostra curva nel derby di ritorno…».

Guardando a ciò che verrà, l'obiettivo dichiarato è quello di tornare subito protagonisti, sebbene i nomi dei protagonisti tecnici restino ancora in dubbio. «Cercheremo di costruire una squadra competitiva per fare un buon risultato», ha assicurato Amadei, frenando però sugli entusiasmi legati alla panchina: «Bisoli vorrebbe restare? Sono discorsi prematuri», ha tagliato corto l'imprenditore.

Infine, il patron ha voluto fare chiarezza sulle voci relative a possibili nuovi ingressi in società o a un impegno più diretto della famiglia. «In passato ho parlato con Enrico Grassi, ma credo che alla Reggiana non sia interessato perché è appassionato di rugby e sta lottando per vincere lo scudetto», ha svelato Amadei, chiudendo poi la porta a un coinvolgimento operativo del figlio Alfredo.

«Mio figlio? Deve gestire l’Immergas, un’azienda che richiede responsabilità enormi. L’impegno con la Reggiana non sarebbe paragonabile», ha concluso il socio di riferimento granata, ribadendo come le priorità industriali della famiglia restino ben distinte dall'impegno, pur oneroso e appassionato, nel mondo del calcio professionistico.


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