Pippo Inzaghi avvisa le rivali: «Il Palermo è una squadra vera e temuta, adesso non ci ammazza nessuno»
Il Palermo manda un messaggio chiarissimo a tutte le avversarie della post season grazie alla vittoria in rimonta ottenuta contro il Catanzaro. Nonostante una graduatoria ormai definita nei suoi tratti essenziali, la formazione rosanero ha dimostrato una tempra fuori dal comune, confermando l'ottimo momento di forma certificato dalle parole del tecnico Pippo Inzaghi al termine della gara.
«Sono profondamente soddisfatto di quanto fatto, questo gruppo ha intrapreso un percorso eccezionale a partire dalla sfida di Chiavari. I numeri parlano per noi: nelle ultime dodici apparizioni tra le mura amiche abbiamo collezionato undici successi e un solo pareggio. Nelle ultime ventitré partite complessive i punti conquistati sono stati ben cinquantatré, con una media che supera i 2,1 punti per ogni singola gara» ha spiegato l'allenatore rosanero.
La capacità di reagire alle avversità è il tratto distintivo che Inzaghi ha voluto sottolineare con maggior vigore, guardando già al prossimo impegno di campionato. «Subire quella rete a freddo all'inizio del match avrebbe potuto abbattere chiunque, ma questa è una squadra che nessuno riesce ad ammazzare. Ora il nostro obiettivo è concludere nel migliore dei modi la stagione regolare nella trasferta di Venezia. Per quanto riguarda Magnani, si è trattato solamente di semplici crampi».
Il rapporto tra la squadra e la città sembra aver raggiunto un'alchimia speciale, un fattore che secondo il mister rappresenta il vero valore aggiunto in vista degli spareggi promozione. «Credo che una situazione del genere sia quasi difficile da spiegare razionalmente: trovarsi al quarto posto e ricevere tutto questo calore e questa partecipazione popolare dimostra che abbiamo espresso il massimo potenziale».
«Oramai venire allo stadio e assistere a un successo del Palermo è diventata una piacevole normalità per tutti. Siamo diventati una realtà solida, una squadra vera e temuta da chiunque, che sta finalmente accorciando le distanze rispetto all'immensa grandezza della società e della nostra tifoseria» ha proseguito Inzaghi, soffermandosi poi sull'analisi delle prestazioni individuali dei suoi calciatori.
L'allenatore ha speso parole importanti per Johnsen, pedina fondamentale per gli equilibri offensivi. «Sono davvero felice che abbia mostrato a tutti le ragioni per cui abbiamo puntato forte su di lui. Deve rappresentare un'arma supplementare per affrontare i playoff. Stava raggiungendo il top della condizione prima che l'infortunio lo fermasse per un mese intero; lo abbiamo preso per decidere le sfide e sarà determinante nel post season».
Un pensiero speciale è stato dedicato anche a Vasic, descritto come un esempio di dedizione. «Ci tengo a dire qualcosa su Vasic, possiede un temperamento e uno spirito fuori dal comune. Spero vivamente che possa trovare la gioia di una marcatura decisiva perché per l'impegno che mette se lo meriterebbe tutto. Anche Peda con me ha sempre trovato spazio, nonostante durante il ritiro estivo non ci credesse quasi nessuno, così come Bereszynski e Veroli».
Non è mancato un piccolo passaggio critico su alcuni episodi passati che avrebbero potuto cambiare il destino della stagione regolare per i siciliani. «Porto con me il rammarico per la gara di Reggio Emilia, dove ci è stato negato un calcio di rigore solare per il quale ci sono state anche rivolte delle scuse ufficiali. Con quei punti saremmo stati ancora in corsa per la conquista del terzo posto in classifica».
In conclusione, Inzaghi ha rivolto un pensiero ai colleghi e alle dinamiche del torneo di Serie B. «Faccio i miei complimenti al Venezia e a Stroppa, con cui ho condiviso la gioia della promozione ai tempi di Benevento e Crotone. È curioso notare come l'anno scorso la Cremonese sia venuta a trovarci a Pisa quando eravamo già promossi, riuscendo poi a vincere i playoff; quest'anno sta accadendo esattamente lo scenario opposto».