Padova, Mirabelli ci mette la faccia: «È colpa mia, ma Andreoletti non si tocca. Ci salveremo all'ultimo minuto»
Il Direttore Sportivo del Padova, Massimiliano Mirabelli, ha scelto di presentarsi personalmente davanti ai microfoni della stampa al termine della sfida persa contro il Venezia. Una decisione presa per tutelare la guida tecnica e il gruppo squadra in un frangente della stagione che lo stesso dirigente ha definito complesso, assumendosi la piena responsabilità dell'area tecnica in un momento di evidente appannamento dei risultati.
Il dirigente biancoscudato ha esordito rendendo onore agli avversari, ma spostando subito il focus sulla necessità di ritrovare la rotta perduta. «Sono venuto io per evitare al mister lo stress di questo periodo un po’ particolare. Sono il responsabile dell’area tecnica e credo sia giusto metterci la faccia. Stiamo vivendo un momento delicato e oggi volevamo regalare ai nostri tifosi qualcosa di importante in un derby come questo. Faccio i complimenti al Venezia, hanno meritato la vittoria», ha ammesso con onestà.
Nonostante l'amarezza per il derby perduto, Mirabelli ha predicato calma e razionalità, ricordando come l'ambiente debba preservare quel clima di positività costruito con fatica sin dai primi mesi di campionato. Un pensiero è andato anche alla nuova compagine societaria, che secondo il DS sta fornendo tutti i supporti necessari affinché la squadra possa esprimersi al meglio, restando estranea alle dinamiche negative di questo specifico periodo.
«Per noi è un momento particolare, ma dobbiamo restare sereni: l’entusiasmo che si è creato attorno alla squadra da inizio stagione è cresciuto tanto e speriamo possa essere mantenuto. Dispiace anche per la nuova proprietà, che ci mette nelle condizioni ideali per lavorare e non ha responsabilità per questo momento», ha proseguito il direttore, cercando di isolare la società dalle critiche.
La ricetta per uscire dalle sabbie mobili della bassa classifica, secondo il dirigente, passa per la consapevolezza che la permanenza in categoria andrà conquistata con il sudore e il sacrificio, esattamente come accadde l'anno precedente per ottenere la promozione. L'obiettivo primario resta la salvaguardia della Serie B, un traguardo che Mirabelli è certo di poter raggiungere nonostante le attuali turbolenze.
«Sono convinto che passerà presto: come lo scorso anno abbiamo sudato per conquistare la Serie B, quest’anno dovremo farlo fino all’ultimo minuto per difenderla. Sono certo che ce la faremo. Dobbiamo restare compatti, lucidi e affrontare al meglio questo finale di stagione, facendo i punti necessari per salvarci. Se non dovessimo riuscirci, la responsabilità è solo mia, ma ripeto, sono convinto che centreremo l’obiettivo», ha ribadito con forza.
Un passaggio fondamentale della sua analisi ha riguardato l'illusione generata da un girone d'andata al di sopra delle aspettative, che potrebbe aver involontariamente abbassato la soglia di attenzione collettiva. Mirabelli ha sottolineato come il gruppo debba ora ritrovare quella determinazione feroce necessaria per affrontare un finale di stagione dove ogni punto avrà un peso specifico enorme.
«Il mister e la squadra vanno lasciati tranquilli: sapevamo fin dall’inizio che avremmo dovuto lottare fino all’ultima giornata. Il grande girone d’andata forse ci ha fatto pensare di poter soffrire meno, ma ora sappiamo che servirà arrivare fino in fondo con determinazione. Abbiamo i mezzi per farcela», ha spiegato, blindando di fatto la posizione di mister Andreoletti di fronte alle domande su un possibile esonero.
«Assolutamente no. Abbiamo grande fiducia in lui e nei ragazzi. Così come non ci siamo esaltati quando eravamo vicini ai playoff, ora non dobbiamo deprimerci: il momento è delicato, ma dobbiamo restare compatti», ha risposto seccamente il DS, confermando la totale sintonia con l'allenatore e rigettando l'idea di un ridimensionamento tecnico in corsa.
C'è stato spazio anche per una riflessione sulle scelte operate durante la finestra invernale di trasferimenti, spesso oggetto di dibattito tra i sostenitori. Mirabelli ha difeso l'operato del club, spiegando che ogni movimento è stato condiviso con la proprietà e con il tecnico, seguendo quelle che erano le reali necessità di una formazione il cui unico scopo dichiarato è sempre stato il mantenimento della categoria.
«A gennaio non è mai semplice fare mercato. Abbiamo portato giocatori importanti nei ruoli richiesti dal mister. La nuova proprietà ci ha dato libertà e ci siamo mossi in base alle opportunità. Crediamo di aver fatto ciò che serviva, considerando che il nostro obiettivo è sempre stato la salvezza», ha precisato, ricordando che la posizione attuale, seppur peggiorata rispetto a qualche settimana fa, rientra ancora nel perimetro degli obiettivi stagionali.
Infine, il Direttore Sportivo ha fornito aggiornamenti importanti sulle condizioni fisiche di due pedine fondamentali dello scacchiere biancoscudato, Caprari e il Papu. Se per il primo la situazione sembra ormai normalizzata, per il fantasista argentino il rientro è previsto a breve, dopo lo stop forzato causato da un duro intervento subito nella gara contro il Mantova.
«Caprari sta bene, mentre Papu dovrebbe tornare sabato contro il Palermo. Contro il Mantova, nel suo momento migliore dal punto di vista della condizione, ha subito una brutta botta che gli ha messo fuori uso la caviglia», ha concluso Mirabelli, auspicando che il ritorno dei calciatori di maggior talento possa dare la spinta decisiva per uscire definitivamente dalla crisi.