«Non mi dimetto assolutamente!»: Donadoni fa muro e sfida il destino dopo il ko col Frosinone
Il clima allo stadio Alberto Picco si è fatto pesante dopo lo 0-2 subito per mano del Frosinone, una sconfitta che segna il tredicesimo stop stagionale per lo Spezia e il settimo da quando Roberto Donadoni siede sulla panchina ligure. Il tecnico bergamasco, intervenuto nella mixed zone dell'impianto cittadino, ha affrontato con fermezza la contestazione del pubblico, dichiarandosi pienamente consapevole del malumore che serpeggia tra i gradoni.
L'allenatore ha voluto mostrare comprensione per la reazione della piazza, ammettendo che i risultati attuali non rispecchiano le aspettative e che il percorso intrapreso non sta portando alla svolta sperata dai sostenitori. «I tifosi sono contrariati di quello che è stato il risultato di oggi e di un andamento che non sta svoltando» ha osservato il mister, senza cercare alibi.
Nonostante le critiche piovute addosso a lui e alla squadra, l'ex CT della Nazionale ha ribadito la propria dedizione alla causa aquilotta. «Mi sento responsabile perché sono il comandante di questa nave, accetto le critiche. I nostri tifosi ci tengono, dobbiamo rispettarli e cercare di dare una svolta continuando a impegnarsi» ha spiegato, sottolineando come l'impegno dei giocatori non sia comunque venuto meno.
Analizzando la partita nel dettaglio, il tecnico ha evidenziato come, fino al momento del primo gol ospite, la gara fosse in totale equilibrio. Anzi, a suo dire, lo Spezia era riuscito in diverse occasioni a impensierire seriamente la retroguardia ciociara prima che l'inerzia del match cambiasse improvvisamente per via di fattori psicologici.
«Oggi i ragazzi hanno dato tutto, fino al primo gol regnava grande equilibrio, anzi avevamo messo in difficoltà il Frosinone. Quando andiamo sotto subentra la paura che ci fa commettere errori» ha spiegato Donadoni, individuando in questo blocco mentale il limite principale che la squadra deve superare per trovare il riscatto.
Proprio per contrastare questa spirale negativa, l'allenatore ha allontanato con vigore l'ipotesi di un addio anticipato o di una resa spontanea. «Non ho assolutamente pensato di dimettermi perché io ed il mio staff pensiamo di poter risollevare questa squadra» ha dichiarato categoricamente ai giornalisti presenti.
Pur riconoscendo che la parola finale sul suo futuro spetta alla dirigenza e alle gerarchie societarie, il tecnico ha garantito che continuerà a lottare finché avrà il controllo della situazione. «Poi ovvio che le decisioni le prendano persone sopra di me. Finché avremo la possibilità di giocarci le nostre carte lo faremo con grande determinazione» ha aggiunto con decisione.
Nonostante il cammino si sia rivelato più tortuoso di quanto immaginasse al momento del suo arrivo nel Golfo dei Poeti, Donadoni non manifesta segni di pentimento per aver accettato la sfida in riva al mare. La consapevolezza delle difficoltà era presente sin dal primo giorno, anche se l'impatto con la realtà è stato duro.
«Non ho mai pensato “chi me lo ha fatto fare?”. Non sono venuto qui con la squadra prima in classifica. Sapevo delle difficoltà, ci stiamo impegnando per cambiare l’andamento. Pensavo il cammino fosse più agevole però non è stato così, ora c’è da lavorare» ha ammesso il tecnico, puntando tutto sul sacrificio quotidiano.
Il problema principale resta la gestione degli episodi e la troppa facilità con cui la retroguardia spezzina concede spazi agli avversari, errori che lo stesso Donadoni attribuisce a una condizione di stress psicologico che offusca la lucidità dei singoli nei momenti chiave del match.
«I nostri errori sono figli di una tensione eccessiva che ti porta a fare scelte sbagliate. In un momento difficile devi limare le situazioni che concedi in maniera gratuita. Dobbiamo essere più lucidi» ha ammonito il mister, chiedendo ai suoi maggiore attenzione difensiva per non vanificare gli sforzi compiuti.
Nonostante la classifica sia deficitaria, l'allenatore bergamasco ha chiesto un ambiente più positivo per evitare che la paura della retrocessione diventi un fardello insopportabile per i calciatori più giovani. «Non mi va di parlare di retrocessione. Voglio pensare a fare risultato. La classifica non sorride ma dobbiamo essere ottimisti per non rendere più pesante un clima che già lo è» ha dichiarato.
Secondo Donadoni, la compattezza tra staff e rosa è l'unico elemento che può garantire la salvezza e invertire una rotta che sembra segnata. «C’è da spendere tutte le energie a disposizione per cambiare la rotta. Io sono convinto che la squadra sia con me» ha ribadito con forza il tecnico.
Infine, il bollettino medico ha gettato ombre sulla disponibilità di alcuni pezzi pregiati. L'uscita anticipata di Hristov ha destato preoccupazione, sebbene le prime impressioni sembrino escludere complicazioni gravi. «Ha avuto un fastidio all’adduttore. Valuteremo come sta» ha spiegato il mister, ricordando l'elevato dispendio energetico del difensore.
Su Valoti, assente nel match odierno, Donadoni ha chiarito che si è trattato di una scelta precauzionale dovuta ad alcuni fastidi fisici risalenti alla sfida precedente. «Valoti ha avvertito un po’ di affaticamento dopo Bari, ieri accusava ancora un po’ di noia e lo abbiamo tenuto a riposo» ha concluso, sperando di recuperare presto tutti gli effettivi per la prossima battaglia.