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Modena, la vittoria passa dalla fiducia: tre successi cancellano i dubbi su Sottil

di Francesco Vigliotti

La sconfitta casalinga contro la Sampdoria, maturata soltanto grazie a un'autentica prodezza balistica di Begic in zona Cesarini, può essere definitivamente archiviata come un semplice incidente di percorso. Quel rovesciamento di inizio febbraio, che aveva in qualche misura sollevato interrogativi sulla guida tecnica di Sottil, si è trasformato invece in una piattaforma di rilancio per l'allenatore e per l'intera formazione, capaci di reagire con tre affermazioni di fila.

Il cammino è ancora lungo, con dodici incontri ancora da disputare prima della fine del campionato, ma il margine di cinque punti sulla settima posizione e di dieci sulla nona rappresenta una garanzia solida in vista dei prossimi impegni. Se si analizza con obiettività quel periodo buio a cavallo del nuovo anno, quando la squadra gialloblù aveva racimolato appena otto punti in nove partite, i recenti risultati permettono ora una valutazione retrospettiva più serena e ponderata.

A eccezione del confronto interno con il Venezia, il Modena ha sempre fornito prestazioni convincenti anche nella fase più critica della stagione. Oggi i numeri parlano chiaro: i 43 punti conquistati rappresentano solo due lunghezze in meno rispetto all'intero bottino della precedente annata. Questi dati confermano la validità del lavoro di un tecnico che, va riconosciuto, anche nelle circostanze più complicate ha proseguito con determinazione lungo il proprio percorso, senza lasciarsi influenzare dalle pressioni esterne.

Le statistiche recenti raccontano di un Modena che nelle sette gare del girone di ritorno ha accumulato 14 punti — tre in meno rispetto all'avvio dell'andata — mantenendo però una media di tutto rispetto pari a 2 punti a partita. Considerando l'intera stagione, la media si attesta a 1,65 punti per incontro, proiettando un risultato finale tra i 62 e i 63 punti complessivi.

Oltre ai dati numerici, emergono altri fattori che attestano il valore di un percorso capace di rigenerarsi durante il cammino. In primo luogo, una rosa che si è dimostrata costantemente all'altezza anche attraverso quegli elementi meno impiegati, risultati decisivi quando chiamati in causa.

Steven Nador rappresenta l'emblema di questa filosofia sottiliana che considera tutti i componenti della squadra potenziali titolari. Da figura quasi misteriosa, impiegata per pochissimi minuti nel girone d'andata, dal match di Pescara in poi è divenuto una delle certezze più affidabili della formazione. Prima nel ruolo di difensore centrale, poi a Castellammare — a causa dell'indisponibilità di Gerli e di un reparto di centrocampo che sta pagando un tributo considerevole agli infortuni — anche come schermo davanti alla difesa, disputando sempre gare di grande sicurezza.

La capacità di Sottil di valorizzare l'intera rosa e la prontezza dei giocatori nel rispondere alle chiamate dimostrano come il progetto tecnico stia funzionando secondo i piani. Con cinque punti di vantaggio sulla settima piazza e una media punti che proietta verso un finale di campionato di livello, il Modena può guardare alle ultime dodici giornate con rinnovata fiducia e consapevolezza dei propri mezzi.


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