Mantova, Modesto avvisa la Sampdoria: «Vogliamo i punti, serve una gara tosta»
Il ritorno tra le mura amiche dello stadio Martelli rappresenta per il Mantova un crocevia fondamentale della stagione, specialmente dopo il doppio passaggio a vuoto rimediato nelle trasferte di Reggio Emilia e Catanzaro. Alla vigilia di un confronto che profuma di scontro salvezza contro la Sampdoria, il tecnico Francesco Modesto ha analizzato con estrema lucidità il momento dei biancorossi, tracciando la linea guida per uscire dalle secche dei risultati negativi.
L'avversario di turno è di quelli che non hanno bisogno di presentazioni, forte di un blasone storico e di una rosa profondamente rinnovata durante il mercato invernale. «La Samp è in un periodo positivo di risultati e prestazioni importanti – sottolinea il tecnico – l’abbiamo vista e studiata, sappiamo che forza ha». Nonostante le assenze pesanti tra i blucerchiati, Modesto è consapevole che la profondità dell’organico doriano permetta cambi di altissimo livello, ma preferisce spostare l'attenzione sulle potenzialità della propria squadra.
Per l'allenatore dei virgiliani, infatti, il focus deve restare esclusivamente sulla prestazione interna, con l'imperativo categorico di muovere la classifica in ogni occasione utile da qui al termine del campionato. «Noi dobbiamo pensare a noi stessi. Veniamo da due risultati negativi, giochiamo in casa e dobbiamo esprimerci al meglio. L’obiettivo è chiaro: fare punti in tutte le partite da qui in avanti. Non possiamo pensare ad altro» ha ribadito con fermezza in sede di presentazione del match.
Dal punto di vista tattico, la sfida si preannuncia come un duello di nervi e muscoli, dove l'aggressività sarà la chiave di volta per scardinare gli equilibri. Modesto prevede una gara caratterizzata da continui duelli individuali e ripartenze veloci, tipiche di una categoria dove il dinamismo spesso prevale sulla pura estetica. La capacità di attaccare lo spazio e la rapidità nello stretto dei blucerchiati rendono la compagine ligure un cliente temibile, capace di risolvere l'incontro con una singola giocata di qualità.
Il tecnico chiede ai suoi uomini, sia ai titolari che a coloro che subentreranno a gara in corso, una prova di carattere che vada oltre il semplice spartito tattico. L'atteggiamento dovrà essere quello di una squadra «attenta e tosta», capace di curare ogni minimo dettaglio per evitare che singoli episodi possano compromettere l'andamento della gara, come purtroppo accaduto nelle ultime uscite lontano dal pubblico di casa.
Ripercorrendo brevemente le recenti delusioni, Modesto ha evidenziato come le aspettative nate dopo il successo contro il Bari siano state tradite da approcci non sempre impeccabili. «A Reggio Emilia siamo andati sotto subito, loro si sono difesi e noi siamo stati più lenti del solito. A Catanzaro siamo partiti bene, poi abbiamo preso gol e nella ripresa non siamo riusciti a riaprirla» ha spiegato il mister, sottolineando l'importanza di saper leggere le diverse fasi del match con maggiore maturità.
In questo particolare frangente della stagione, la gestione del possesso sembra passare in secondo piano rispetto alla necessità di concretezza e vigoria fisica. «In questo momento dobbiamo pensare meno alla gestione e più a correre, a vincere contrasti, a dare qualcosa in più per la salvezza» è il monito lanciato alla squadra, che durante la settimana ha lavorato con particolare insistenza sulla solidità del reparto arretrato, sfruttando il maggior tempo a disposizione tra un impegno e l'altro.
Un capitolo a parte merita l'integrazione dei nuovi arrivi, un processo che Modesto definisce graduale ma necessario per alzare il livello qualitativo complessivo. Tra i profili più interessanti spicca quello di Muci, apparso affamato e incisivo nell'ultima gara in Calabria. La competizione interna tra gli attaccanti, con Mancuso e Mensah pronti a darsi battaglia per una maglia, viene vista dall'allenatore come uno stimolo positivo per tutto l'ambiente.
Non è mancata una riflessione sul rapporto con la tifoseria, turbato dalle recenti contestazioni seguite alla sconfitta di Catanzaro. Con grande onestà intellettuale, Modesto ha riconosciuto il diritto dei sostenitori di esprimere il proprio malcontento: «Il tifo è un sentimento, e i sentimenti è difficile tenerli dentro. Bisogna prenderne atto, come si accettano gli applausi. Il tifoso soffre, ama la sua squadra».
Il tecnico ha ricordato che, al di là dei protagonisti del momento, il Mantova appartiene indissolubilmente ai suoi supporter, e che l'unico modo per riconquistare la fiducia è dimostrare sul campo un impegno totale e incondizionato. «Se c’è una critica la si accetta e si lavora per riconquistare gli applausi, dimostrando di aver dato tutto» ha concluso, citando l'esempio della gara col Venezia dove, nonostante il risultato avverso, l'atteggiamento dei ragazzi fu premiato dal pubblico.
Infine, interpellato sul suo passato con i colori del Genoa in vista del derby personale contro la Sampdoria, Modesto ha preferito chiudere la porta ai ricordi per concentrarsi esclusivamente sul presente. Sebbene l'atmosfera della Lanterna resti un ricordo speciale della sua carriera, oggi la sua unica priorità è guidare il Mantova verso l'obiettivo della permanenza in categoria.