Longo: «A gennaio 5-6 giocatori non sono voluti venire a Bari, il rammarico è non essere arrivato prima»
Il pareggio a reti bianche maturato contro il Sudtirol ha certificato il verdetto più amaro per la piazza barese, sancendo la retrocessione in Serie C. Un epilogo doloroso su cui Moreno Longo, tecnico dei biancorossi, ha voluto esporsi in prima persona ai microfoni di RadioBari.
«C'è da chiedere scusa a tutte le persone che hanno riversato su di me le aspettative di salvezza e a tutti i tifosi che ci hanno sostenuto. Ce l'ho messa tutta ma non ce l'ho fatta» ha esordito l’allenatore, visibilmente scosso dall’esito negativo della stagione.
Entrando nel merito delle responsabilità, Longo ha provato a delineare il perimetro del suo lavoro, distinguendo nettamente le fasi del campionato: «Quando capitano queste annate tutti si devono prendere le proprie responsabilità. Io separo i sette mesi precedenti dai miei quattro. La squadra ha girato con me a un ritmo da nono posto. Abbiamo ereditato una squadra con grandissime problematiche, l'abbiamo resa viva. Abbiamo fatto gli stessi punti del Modena, due in più della Juve Stabia».
Sul fronte delle decisioni tattiche prese durante la partita decisiva, il tecnico ha rivendicato la linea seguita: «Io rifarei tutte le scelte, le abbiamo fatte ponderando l'avversario e le nostre capacità. Ho fatto gli errori come tanti altri. Noi allenatori, rispetto ai giornalisti, le scelte le dobbiamo fare prima. Avevamo bisogno di gamba, corsa e dinamismo e abbiamo provato a darlo con questa formazione».
Nonostante l’amarezza per la categoria persa, l’allenatore ha voluto difendere l'impegno profuso dal gruppo nelle ultime battute del torneo: «Bari non merita questo ma non si può dire che questa squadra non ci abbia provato, al netto dei tanti errori».
Longo ha poi spostato l’attenzione sulle croniche difficoltà strutturali riscontrate durante la sessione invernale di trasferimenti: «Sono arrivato a dieci giorni dalla fine del mercato. Almeno 5-6 giocatori non sono voluti venire a gennaio».
In chiusura, il tecnico ha commentato le dinamiche societarie passate e il profondo rammarico per non aver potuto incidere prima sulla situazione: «Il mio allontanamento è stata una scelta societaria. Sarà stata una scelta del Presidente e del direttore, immagino. Il rammarico è quello di non essere arrivato prima. Con mille problemi abbiamo affrontato questi quattro mesi con dignità, nonostante le batoste».