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Lombardo avverte la Sampdoria: «Non siamo ancora salvi, solo un folle cambierebbe adesso»

di Redazione Notiziario del Calcio

La vigilia di Sampdoria-Monza si apre con le parole cariche di realismo e determinazione di Attilio Lombardo. Il tecnico blucerchiato, nonostante la scia positiva di tre successi consecutivi, tiene i piedi ben saldi a terra, consapevole che il percorso verso la tranquillità è ancora ricco di insidie.

«Le tre vittorie di fila non hanno risolto la situazione e non ci hanno ancora salvato. Il nostro unico obiettivo resta la permanenza nella categoria. Forse i ragazzi si sono liberati di un peso, ma il merito non è mio, quanto di un lavoro e di una struttura che li ha messi nelle condizioni migliori per esprimersi» ha esordito l'allenatore in conferenza.

Uno dei temi caldi riguarda la straordinaria capacità della squadra di colpire nei minuti finali, una tendenza che sembra ormai consolidata: «Questa caratteristica fa parte del DNA del gruppo, era presente anche prima del mercato di gennaio. È figlia di una struttura mentale e della voglia di vincere. Al contrario, facciamo fatica nei primi quarti d'ora: sembra quasi che dobbiamo ricevere uno schiaffo prima di reagire. È un difetto che non sono ancora riuscito a eliminare».

L'entusiasmo dell'ambiente, testimoniato dai 25.000 biglietti già venduti, è un fattore che Lombardo accoglie con gratitudine ma anche con un appello alla calma: «Ai tifosi chiedo di portare grande pazienza. La loro passione è immensa, ma venerdì affronteremo un avversario ostico, con un reparto offensivo micidiale e giocatori che meriterebbero la Serie A. La differenza in classifica di 29 punti parla chiaro e fotografa i valori espressi finora».

Sul fronte dei singoli, le notizie più attese riguardano il recupero di Anderson e la crescita dei giovani talenti in rosa: «Anderson si è allenato e l'ho visto bene. Ha messo tanta volontà per tornare, voleva esserci già a Pescara ma non potevo rischiare di perderlo per il finale di stagione. Domani deciderò se convocarlo. Su Cherubini, invece, dico che sta facendo bene subentrando. Deve capire che non essere titolari può essere determinante per l'approccio alla gara».

Il tecnico ha poi analizzato il momento di alcuni pilastri della squadra, da Esposito a Brunori, sottolineando l'importanza del collettivo rispetto alle individualità: «A Salvatore Esposito chiedo di velocizzare il gioco, ha la qualità per diventare un faro. Brunori sta crescendo nei movimenti, anche se calcia meno in porta. Ma vi dico la verità: se ci salviamo senza i gol degli attaccanti, ma con quelli di difensori ed esterni, sono contento lo stesso».

Infine, un passaggio sulla gestione dello spogliatoio e sulle possibili scelte tattiche per la sfida contro i brianzoli: «Mi aspetto una squadra battagliera che sappia soffrire. In questo momento solo un folle cambierebbe radicalmente la situazione in campo. Dare continuità ai risultati significa anche dare fiducia a chi sta tirando la carretta, pur sapendo che chi entra dalla panchina può fare la differenza. Si sta costruendo qualcosa di importante e lo si vede da come tutti esultano insieme ai gol».


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