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«La salvezza non è un punto d'arrivo, puntiamo più in alto», D'Agostino avverte il Mantova e blinda Ballardini

di Redazione Notiziario del Calcio

A margine dell'inaugurazione del comitato elettorale di Laura Nargi ad Avellino, il patron biancoverde Angelo Antonio D’Agostino ha fatto il punto della situazione in casa irpina, tracciando la rotta per un finale di stagione che si preannuncia incandescente. Il presidente non ha usato giri di parole per definire le aspettative della società in vista della prossima trasferta.

«Intanto mi aspetto una vittoria a Mantova», ha esordito con decisione il massimo dirigente, chiarendo che la permanenza nella categoria è solo la base minima di un progetto molto più vasto. «La salvezza non è un punto di arrivo, ma sicuramente è uno degli obiettivi che ci eravamo promessi di raggiungere, non è l’unico però», ha spiegato D'Agostino.

Il numero uno del club ha poi spronato lo spogliatoio a mantenere alta l'asticella della concentrazione per le ultime battute del campionato: «Dobbiamo giocarci le quattro partite così come stiamo cominciando a fare. I ragazzi non si accontentano, sono ambiziosi e volenterosi di fare anche di più di quello che si sta facendo».

Analizzando l'ultimo passo falso contro il Catanzaro, il presidente ha rivendicato la bontà della prestazione, attribuendo la sconfitta più alla sfortuna e agli episodi che a una reale superiorità degli avversari. «Non meritavamo sicuramente di perdere», ha sentenziato il patron ricordando il volume di gioco espresso dai suoi.

Secondo D'Agostino, la squadra ha mostrato un piglio dominante che avrebbe meritato ben altra sorte: «Abbiamo fatto tante azioni, siamo stati molto offensivi, siamo andati tante volte sotto la porta. Loro purtroppo hanno tirato una sola volta e hanno fatto gol. Poi dopo abbiamo sbagliato il rigore. Sono episodi».

Parole di grande stima sono state riservate anche alla guida tecnica, pur mantenendo un profilo cauto per quanto riguarda il futuro a lungo termine. «Ballardini è una persona stimabilissima, oltre che competente», ha dichiarato D'Agostino, rimandando ogni discorso contrattuale a bocce ferme: «Riconferma? Pensiamo a queste quattro partite, poi faremo le nostre valutazioni insieme a lui».

Il tema più spinoso resta però quello legato alle infrastrutture, con il progetto del nuovo stadio che sembra aver subito un rallentamento burocratico preoccupante. «Ritengo che sia uno dei problemi più importanti per la città sportiva. Prima bisogna costruire la casa, altrimenti possiamo anche fare il massimo ma poi avremo problemi», ha avvertito il presidente.

L'impegno economico della proprietà è stato massiccio, ma la mancanza di un'interlocuzione amministrativa fluida rischia di vanificare gli sforzi. «Abbiamo fatto un progetto e speso già diversi milioni», ha denunciato con amarezza il patron biancoverde, sottolineando lo stallo attuale.

La preoccupazione di D'Agostino riguarda la programmazione sportiva che rischia di scontrarsi con l'assenza di una struttura adeguata. «Il progetto è fermo perché doveva andare avanti con l’amministrazione», ha concluso lasciando un interrogativo pesante sul futuro: «Noi allestiremo una squadra competitiva l’anno prossimo, ma poi?...».


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