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«La contestazione è giusta», Caserta non cerca scuse: «Mancano 4 partite, tocca a noi»

di Redazione Notiziario del Calcio

Al termine del match tra Padova ed Empoli, il tecnico Fabio Caserta ha analizzato con estrema amarezza la situazione della sua squadra, evidenziando una preoccupante continuità negli sbagli commessi dai suoi uomini. L'allenatore ha voluto sottolineare come la produzione offensiva non sia mancata, a differenza della precisione sotto porta.

«Rispetto alla partita di Genova abbiamo creato più di un’occasione. Abbiamo creato 4-5 palle gol senza segnare. Commettiamo sempre gli stessi errori. Sugli episodi non siamo mai attenti e stiamo a raccontare le stesse cose da tanto tempo» ha ammesso il tecnico azzurro, stanco di dover commentare dinamiche che si ripetono ciclicamente.

Il clima attorno alla squadra si è surriscaldato e la tifoseria ha fatto sentire la propria voce. Caserta, invece di alzare scudi difensivi, ha preferito schierarsi dalla parte della verità sportiva, accettando il verdetto del pubblico e richiamando i suoi giocatori a un sussulto d'orgoglio che vada oltre la tattica.

«Mancano quattro partite, la contestazione della tifoseria è giusta, se siamo in questa posizione è solo colpa nostra. In questi momenti bisogna mettere da parte la maglia e deve scendere in campo prima l’uomo e poi il calciatore» ha dichiarato con forza, chiedendo ai suoi un cambio di mentalità drastico per il finale di stagione.

La ricetta per superare questo momento buio, secondo l'allenatore dell'Empoli, passa per il silenzio e il lavoro, limando quelle disattenzioni che stanno condannando la squadra. La responsabilità deve essere il motore trainante per evitare che il campionato scivoli via in modo definitivo nei prossimi impegni.

«Dobbiamo parlare poco e accettare le critiche, dobbiamo limare tutte le cose che sbagliamo durante la partita. Bisogna prendersi delle responsabilità. Mancano 4 partite e dobbiamo tirarcene fuori» ha concluso Caserta, ribadendo che il destino del club è esclusivamente nelle mani di chi scende in campo.


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