Juve Stabia, Abate sfida il Monza: «Loro hanno la pressione di vincere, noi cavalchiamo l'onda del sogno»
Alla vigilia della semifinale d'andata dei play-off contro il Monza, l’entusiasmo a Castellammare di Stabia è alle stelle. Mister Ignazio Abate, nella conferenza stampa di presentazione, ha analizzato con lucidità e passione il momento magico che sta vivendo la sua Juve Stabia, sottolineando come l'onda emotiva generata dalla vittoria contro il Modena debba essere il motore trainante per affrontare una corazzata come quella brianzola. Il "Menti" si prepara a un sold-out storico, sancendo un legame indissolubile tra la squadra e la città.
«Stiamo vivendo emozioni che resteranno indelebili dentro di noi. Molti pensano che queste sensazioni vadano accantonate per pensare solo al campo, ma io dico che l'onda va cavalcata. Sappiamo cosa ci abbiamo messo per arrivare fin qui, abbiamo toccato con mano cosa significa vivere certe emozioni e vogliamo viverle ancora. Il Menti gremito sancirà il rapporto speciale creato con la piazza. Dobbiamo affrontare questa partita tranquillamente, senza fasciarci troppo la testa: il Monza è una squadra fortissima, con valori altissimi, che ha la pressione di dover raggiungere l'obiettivo a tutti i costi. Noi invece siamo leggeri, ci godiamo il momento concentrati per fare una grande prestazione».
Abate non cerca alibi e punta tutto sulla maturità dimostrata dai suoi ragazzi, consapevole che il doppio confronto si giocherà sui 180 minuti: «Dobbiamo pensare a una partita per volta. Sicuramente saranno sfide diverse tra andata e ritorno, ma ho ben chiaro che tipo di gara sarà domani. Dobbiamo mettere in campo le nostre armi, sapendo che posso contare su tanti elementi della rosa. Ho dubbi di formazione e questa è una cosa bellissima; i ragazzi mi hanno dimostrato che vogliono starci tutti dentro. Il dato dei diciassette marcatori diversi è troppo significativo per non essere preso in considerazione. Sappiamo che è dura, ma abbiamo le carte per metterli in difficoltà».
Il ricordo della semifinale vissuta da spettatore sul divano di casa a Milano è ancora vivo nella mente del tecnico, che ora assapora il privilegio di esserne protagonista: «Era il mio sogno vedere lo stadio così. Vivere le emozioni di Modena è stato importante: vedere gente di una certa età e bambini piangere a fine partita ti tocca nel profondo. A Modena abbiamo fatto una partita molto matura, senza speculare sul risultato e mantenendo la nostra identità. Domani dovremo fare semplicemente la Juve Stabia: mi fido completamente dei miei ragazzi, faranno una partita di anima e cuore. Chiedo loro di vivere tutto con leggerezza, perché quello che siamo è ormai sotto gli occhi di tutti».
L'esperienza da calciatore di alto livello aiuta Abate a gestire la tensione del gruppo, ma il mister preferisce dare i meriti ai suoi giocatori, sottolineando la crescita collettiva: «Domani scenderanno in campo i giocatori, non l'allenatore. La squadra ha poco da preparare perché i concetti sono assimilati. A Modena, pur avendo un solo risultato a disposizione, non abbiamo mai perso la bussola. Se vogliamo passare il turno dobbiamo continuare a migliorare nei dettagli. In una sfida da 180 minuti, la gestione delle emozioni è fondamentale. Di fronte ci sarà una corazzata, ma anche un gruppo che è a posto con la propria coscienza e che non è ancora sazio».
Il Monza, con nomi come Pessina e Cutrone, incute rispetto ma non timore reverenziale. Abate respinge i paragoni basati esclusivamente sul potere economico, preferendo parlare di sogni e sudore: «Loro sono grandi giocatori con carriere importanti e meritano rispetto, hanno il dovere di vincere a tutti i costi. Noi invece inseguiamo un sogno spinti da un popolo che sogna, e a volte i sogni sono raggiungibili se ci credi realmente. Ma restiamo con i piedi per terra: domani ci sarà da faticare, correre e sacrificarsi l'uno per l'altro. Se mettiamo in campo queste caratteristiche per 95 minuti, allora potremo dire la nostra».
Infine, un pensiero sulla bellezza di giocare partite di questo calibro e un auspicio per il futuro: «Stamattina alla rifinitura mi sarei messo volentieri i pantaloncini e le scarpette. Ho detto ai ragazzi che è un privilegio giocare partite così, devono godersele perché non sappiamo se vivremo ancora emozioni simili. La testa fa tutto, dobbiamo arrivarci senza ansie. Per quanto riguarda le percentuali, non sono bravo con le statistiche, sono un lavoratore. Dentro l'anima e il cuore, però, mi auguro una finale tutta del sud e spero davvero che si avveri».
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