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Juve Stabia, Abate: «Andiamo ai playoff spregiudicati, ce la giochiamo con chiunque»

di Redazione Notiziario del Calcio

Ignazio Abate non nasconde un pizzico di amarezza nonostante il prestigioso traguardo raggiunto al termine della sfida del Menti. Il tecnico della Juve Stabia ha analizzato la prestazione contro il Frosinone con estrema lucidità, sottolineando come il risultato finale sia bugiardo rispetto a quanto prodotto sul terreno di gioco dai suoi uomini.

«Ho moltissimi pensieri che mi frullano per la testa in questo momento, ma la prima cosa che sento di fare è rivolgere i complimenti ai miei calciatori. Abbiamo ottenuto la certezza matematica del settimo posto in classifica. Tuttavia, resta il grande dispiacere per una sconfitta arrivata dopo una prova di questo livello; avremmo certamente meritato di vincere e di andarci a giocare la sesta posizione proprio nell'ultimo turno di campionato» ha esordito l'allenatore in conferenza.

Il rammarico di Abate è rivolto soprattutto alla piazza, che avrebbe voluto omaggiare con un successo interno di prestigio. «Il nostro desiderio era quello di donare una grande soddisfazione ai sostenitori che ci stanno garantendo un appoggio costante. Credo sia stata una delle prove migliori della stagione, specialmente considerando che affrontavamo una compagine di alto valore. Se guardiamo ai punti, la vittoria spettava a noi. Ai ragazzi non posso rimproverare nulla, se non la mancanza del gol, perché sbloccare il risultato trasforma completamente l'inerzia delle gare».

Riflettendo sul percorso che ha portato le Vespe a centrare l'obiettivo stagionale, il tecnico ha tracciato un bilancio della crescita collettiva avuta negli ultimi mesi. «La consapevolezza che i playoff fossero un traguardo possibile è arrivata un po' alla volta. La priorità assoluta era riuscire a costruire una mentalità solida all'interno del gruppo di lavoro, e parallelamente siamo riusciti a evolvere anche sotto il profilo della manovra. All'inizio abbiamo accusato qualche passaggio a vuoto, ma siamo una formazione molto giovane che è maturata gradualmente durante il cammino».

La proiezione verso gli spareggi promozione passa per la qualità del calcio espresso, un fattore che secondo Abate sarà determinante quanto l'agonismo. «Non è solo una questione di intensità agonistica. Penso che potremo dire la nostra grazie all'organizzazione e alla qualità che mettiamo nel gioco. Oggi abbiamo giocato davvero a calcio, mostrando il coraggio necessario per sfidare un avversario abituato ad aggredire ferocemente. Penso che assistere a un match con ritmi simili sia stato un piacere anche per gli spettatori neutrali».

L'approccio emotivo del mister resta comunque improntato al coinvolgimento totale verso i colori che rappresenta. «Purtroppo non riesco quasi mai a godermi i momenti positivi perché vivo questo mestiere con estrema passione; vedere i calciatori e il pubblico così amareggiati dopo una sconfitta immeritata mi provoca sofferenza. Mi auguro sinceramente che a Modena possano seguirci almeno tre o quattromila tifosi dei nostri per farci sentire il loro calore».

Analizzando le scelte tattiche e il contributo dei singoli, Abate ha lodato la capacità della squadra di togliere riferimenti agli avversari attraverso una pressione costante. «Quando riuscivamo ad aggredirli nella loro metà campo li mettevamo in seria difficoltà. Abbiamo interpretato il match nel modo corretto. Lo ribadisco: a questo gruppo non si può domandare di più, mostrano sempre una disponibilità totale nei confronti delle mie indicazioni».

Infine, il tecnico ha risposto ai dubbi relativi al rendimento esterno in vista della gara secca dei playoff lontano dal Menti. «Credo che la verità stia nel mezzo. Fino al termine del girone d'andata facevamo effettivamente fatica in trasferta, ma nella seconda parte della stagione abbiamo collezionato diverse ottime prove fuori casa. Oggi possediamo una consapevolezza differente; molti elementi sono maturati e si sono adattati bene alla categoria. Sono entusiasta del percorso dei nostri giovani. Andremo a disputare i playoff in modo spregiudicato, con l'identità di una squadra sbarazzina».


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