Il Palermo non punge, la rabbia di Inzaghi: «Quaranta tiri e solo due gol, dobbiamo essere letali»
Non nasconde un pizzico di amarezza Pippo Inzaghi al termine della sfida che ha visto il suo Palermo frenare la corsa contro la Juve Stabia. Un pareggio che sa di occasione sprecata per il tecnico rosanero, il quale ha analizzato con estrema schiettezza l'andamento di un match dai due volti, segnato da una prima frazione sottotono e una ripresa giocata all'arrembaggio ma senza la necessaria precisione sotto porta.
Secondo l'allenatore, l'approccio alla gara era stato corretto, ma la fluidità di manovra è mancata nel momento cruciale del primo tempo. La musica è cambiata sensibilmente dopo l'intervallo, quando i siciliani hanno alzato il baricentro senza però riuscire a chiudere i conti. «Nel secondo tempo è stato un altro Palermo, ma non è stato un bel primo tempo anche se l’avevamo approcciata bene», ha esordito Inzaghi nella sua disamina post-partita.
Il rammarico più grande risiede proprio nella scarsa cattiveria agonistica mostrata negli ultimi sedici metri, un difetto che sta pesando enormemente sulla classifica attuale. «Nella ripresa abbiamo avuto più volte la palla del 3-1 e non l’abbiamo sfruttata. Nelle ultime partite il nostro portiere non ha fatto parate e ha preso 5 gol; noi, in due partite 40 tiri e solamente 2 gol», ha sottolineato con forza il mister.
Davanti a numeri così sbilanciati tra produzione offensiva e realizzazioni concrete, Inzaghi ha aperto alla possibilità di ridisegnare l'assetto tattico della squadra. La ricerca di un equilibrio maggiore potrebbe portare a novità strutturali già nelle prossime uscite, sfruttando le caratteristiche di alcuni elementi della rosa che sembrano trovarsi a proprio agio con un diverso schieramento difensivo.
«Giusto valutare tutto: abbiamo Pierozzi e Augello che possono giocare a 4, Rui Modesto è entrato bene e son contento. Giocare a quattro è una possibilità», ha ammesso l'ex campione del mondo, lasciando intendere che il lavoro sul campo punterà a rendere il collettivo più solido e meno permeabile alle folate avversarie, indipendentemente dai nomi dei singoli interpreti.
La priorità assoluta per il Palermo resta quella di ritrovare immediatamente la via del successo, capitalizzando l'enorme mole di gioco espressa. Inzaghi ha voluto ribadire che la squadra produce molto, ma deve imparare a soffrire meno in fase di non possesso. «Si riparte dai 37 tiri in porta fatti in queste due partite, la squadra ha giocato. Dobbiamo provare a essere letali e fare più gol, ma anche subire meno», ha proseguito.
Il tecnico ha poi allargato lo sguardo alla stagione in corso, rivendicando la qualità del percorso fatto finora dai suoi ragazzi nonostante i recenti passaggi a vuoto. Secondo la sua visione, il valore della rosa e i punti conquistati avrebbero garantito una posizione di vertice assoluto in contesti differenti, ma la realtà della Serie B impone un pragmatismo estremo.
«Dobbiamo continuare sulla nostra strada, essere razionali e cercare di capire che con i punti che abbiamo oggi in un campionato normale saremmo primi o secondi», ha dichiarato con orgoglio Inzaghi, guardando già alla prossima delicata sfida prima della sosta per le nazionali, che rappresenterà un vero e proprio spartiacque per le ambizioni del club.
Il finale di stagione si preannuncia infuocato, con un calendario che non permetterà ulteriori distrazioni se si vuole puntare alla promozione diretta. «Spero di finire bene col Padova e poi ci sarà la sosta. Saranno sei partite da vincere, poi vedremo dove saremo arrivati e tireremo le somme», ha concluso l'allenatore, fissando l'obiettivo per l'immediato futuro dei rosanero.